Per sostenere che gli alleati Nato non hanno mai fatto niente per gli Stati UnitiDonald Trump afferma che in Afghanistan i loro militari sono rimasti sempre nelle retrovie. “Non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo neanche chiesto niente, dissero che avrebbero mandato dei militari in Afghanistan, l’hanno fatto, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontano dal fronte“, ha detto in un’intervista a Fox News il presidente americano che già nel discorso di due giorni fa aveva detto “non abbiamo mai avuto e mai chiesto niente alla Nato”, per sostenere che ora gli Usa chiedono “solo” la Groenlandia.

Il principe Harry contro le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump in Afghanistan

Il principe Harry ha preso posizione contro le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sul contributo dei partner della Nato in Afghanistan. «Ho prestato servizio lì. Ho stretto amicizie per la vita lì. E ho perso amici. Solo del Regno Unito sono stati uccisi 457 militari», ha ricordato il duca di Sussex in un comunicato dove sottolinea il sacrificio dei soldati britannici. «Migliaia di vite sono state cambiate per sempre. Madri e padri hanno seppellito figli e figlie. Bambini sono rimasti senza genitori», ha aggiunto, richiamando l’attenzione sul costo umano di venti anni di conflitto. Le sue parole arrivano dopo che Trump, in un’intervista a Fox sul ritorno dal Forum di Davos, aveva definito quasi irrilevante il contributo dei contingenti alleati, sostenendo che si sarebbero tenuti «un po’ indietro, un po’ lontano dalla linea del fronte».

Le missioni di Harry in Afghanistan

Il principe Harry ha partecipato a due missioni in Afghanistan nel 2008 e nel 2012 e oggi sostiene associazioni di reduci come patron degli Invictus Games. In risposta a Trump, ha inoltre ricordato il contesto storico: «Dopo l’11 settembre 2001 la Nato invocò per la prima e unica volta l’Articolo 5 e i Paesi alleati risposero uniti nel fornire sostegno agli Usa». Nel suo libro, il principe Harry rivelò di aver ucciso 25 talebani in guerra. Anche il viceministro della Difesa del Regno Unito, Al Carns, anche lui veterano, si è scagliato contro le parole di Trump, che ha definito «del tutto ridicole». I caduti – ha concluso – «non saranno mai dimenticati»

Downing Street si fa sentire

Si è sollevata un’ondata di proteste, con decine di dichiarazioni da parte di politici di tutti i partiti tradizionali, molti dei quali reduci che hanno servito in Afghanistan o Iraq. “Il presidente Trump ha sbagliato a sminuire il ruolo delle truppe Nato, comprese le forze britanniche, in Afghanistan dopo gli attacchi dell’11 settembre”, il commento di Downing Street. Il portavoce di Keir Starmer ha corretto il presidente americano, sottolineando che “l’articolo 5 della Nato fu invocato per la prima volta e le forze britanniche hanno servito, insieme ad altre forze alleate, in continue operazioni di combattimento”. Poi ha ricordato che 457 militari britannici sono caduti e “molti di più sono rimasti feriti” anche in modi “che hanno cambiato le loro vite”. “Siamo incredibilmente orgogliosi delle nostre forze e il loro sacrificio non sarà mai dimenticato”, ha concluso. Il portavoce non ha appoggiato chi chiede le scuse di Trump ed ha evitato di rispondere direttamente alla domanda se Starmer solleverà la questione con Trump, come suggerito oggi dal ministro Stephen Kinnock. Non sembra quindi che vi sia intenzione di convocare l’ambasciatore Usa, come stanno chiedendo i Lib Dem.