Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un “ridimensionamento” dell’operazione militare. “Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell’Iran”, ha scritto Trump
Nel post Trump elenca i presunti obiettivi raggiunti nell’attacco contro l’Iran:
“(1) Ridurre drasticamente la capacità missilistica iraniana, i lanciatori e tutto ciò che è ad essi correlato; (2) Distruggere l’industria della difesa iraniana; (3) Eliminare la loro marina e la loro aviazione, comprese le armi antiaeree; (4) Impedire all’Iran di avvicinarsi, neppure lontanamente, alla possibilità di ottenere capacità nucleare, e fare in modo che gli Stati Uniti possano reagire rapidamente e con forza a una situazione del genere, qualora dovesse verificarsi. (5) Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati mediorientali, inclusi Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri”.
Le sue affermazioni però sembrano in contraddizione con le recenti dichiarazioni della sua amministrazione, che prevedono l’invio di ulteriori truppe e navi da guerra nella regione e la richiesta al Congresso di altri 200 miliardi di dollari per finanziare il conflitto. Un funzionario statunitense ha confermato che la USS Boxer e altre due navi d’assalto anfibio, insieme a circa 2.500 marines dell’11ª Unità di Spedizione dei Marines, sono dirette in Medio Oriente dal loro porto di base di San Diego. Altri due funzionari statunitensi hanno confermato il dispiegamento delle navi, senza però specificare la destinazione.
Trump ha detto ai giornalisti “abbiamo vinto” contro l’Iran. “Possiamo girare liberamente”, ha aggiunto, pur riconoscendo che gli iraniani continuano a “intasare” lo Stretto di Hormuz. “Ma dal punto di vista militare, sono finiti”, ha dichiarato.
Trump ha chiesto di nuovo all’Europa di farsi avanti e collaborare sullo Stretto di Hormuz. “Gli Stati Uniti non usano lo stretto, non ne abbiamo bisogno. Ne ha bisogno l’Europa, così come la Corea, il Giappone, la Cina e molti altri Paesi, quindi dovranno essere loro a farsi coinvolgere un po’ di più su questa questione”, ha detto parlando ai giornalisti.





