Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato l’Iran di conseguenze “molto traumatiche” se non avesse accettato un accordo sul programma nucleare, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso “un certo scetticismo” sulle possibilità di raggiungere un’intesa. “Dobbiamo raggiungere un accordo, altrimenti sarà molto traumatico, molto traumatico”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, aggiungendo di sperare che i negoziati con la Repubblica Islamica si concludano entro un mese.

Secondo il New York Times, la Gerald Ford, attualmente dispiegata nei Caraibi, verrà inviata nel Golfo per unirsi alla Abraham Lincoln. “L’equipaggio della nave è stato informato della decisione ieri”, riporta il New York Times. Già mercoledì, il Wall Street Journal e la Cbs avevano riferito che una seconda portaerei potrebbe essere dispiegata nella regione.
Nel marzo 2025, la Harry Truman e la Carl Vinson erano state entrambe dispiegate nel Golfo per combattere i ribelli Houthi, sostenuti dallo Yemen. L’imbarcazione, la più grande al mondo del suo genere, sarà la seconda americana nella zona dopo la USS Abraham Lincoln, arrivata nel Golfo Persico due settimane fa. La USS Ford era operativa in Venezuela e non tornerà negli Usa prima di aprile o maggio. La conferma è arrivata da una fonte a conoscenza dei piani, citata per la prima volta dal New York Times.

Trump cosa vuole fare con l’Iran

Tra le ipotesi al vaglio ci sono attacchi militari contro il programma nucleare iraniano e contro la capacità di Teheran di lanciare missili balistici. Trump starebbe valutando anche scenari che includono l’impiego di commando americani contro specifici obiettivi militari.

I toni di Trump cambiano nel corso della giornata. Di ritorno dall’evento a cui partecipa a Fort Bragg, in North Carolina, il presidente risponde anche alle domande sull’eventuale cambio di regime a Teheran. “Mi sembra che sarebbe la cosa migliore che possa accadere. Da 47 anni parlano, parlano e parlano. E nel frattempo abbiamo perso molte vite, va avanti da tanto. Abbiamo già un’enorme potenza di fuoco sul posto e altro sta arrivando”, dice il numero 1 della Casa Bianca.

“L’Iran sta rafforzando i siti nucleari”

Trump, che continua a valutare un’azione militare contro l’Iran, intanto prosegue con le pressioni verso Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma atomico. Tuttavia, secondo quanto riporta la Bbc, nuove immagini satellitari mostrerebbero un rafforzamento dei siti nucleari. Le foto, analizzate per la prima volta dall’Institute for Science and International Security (Isis) – un think tank con sede negli Stati Uniti – mostrano gli ingressi dei tunnel in fase di rafforzamento sul Monte Kolang Gaz La, noto anche come ‘Monte Piccone’. Gli esperti affermano che questa struttura potrebbe essere progettata per proteggere le attività di arricchimento dell’uranio dell’Iran o attrezzature chiave, ma il suo scopo esatto, e se sia operativa, rimane poco chiaro.

Dal canto loro, le autorità iraniane provano ad alleggerire i toni. Sono state infatti liberate due importanti figure riformiste arrestate nei giorni scorsi in seguito alle proteste antigovernative di gennaio. Una “concessione” che però non significa resa. Il segretario del Consiglio di Difesa iraniano, Ali Shamkhani, ha sottolineato come le loro forze armate siano in stato di massima allerta e pronte a rispondere con forza a qualsiasi attacco diretto contro Teheran.