Donald Trump ha imposto un divieto di ingresso negli Stati Uniti da 12 Paesi: Afghanistan, Myanmar, Ciad, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Il divieto ha lo scopo di proteggere il Paese da “terroristi stranieri e altre minacce alla sicurezza nazionale”, si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca. Trump ha anche deciso di limitare parzialmente l’ingresso dei cittadini di 7 Paesi: Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Le restrizioni, si sottolinea nella nota della Casa Bianca, si applicano sia ai migranti che ai non migranti.
Il presidente ha detto di aver deciso il divieto dopo l’attacco anti-semita a Boulder, in Colorado. L’Egitto, Paese d’origine dell’attentatore Mohamed Soliman non è tra i Paesi colpiti dal provvedimento.
“Il recente attacco terroristico a Boulder, in Colorado, ha evidenziato gli estremi pericoli che l’ingresso di cittadini stranieri non adeguatamente controllati pone al nostro Paese”, ha affermato Trump in un videomessaggio. Insomma, ha spiegato il presidente, le nuove restrizioni, che colpiscono principalmente i paesi africani e asiatici, sono necessarie per rafforzare la sicurezza nazionale e combattere il terrorismo.
“L’elenco è soggetto a revisione in base ai miglioramenti materiali apportati. Allo stesso modo, nuovi Paesi possono essere aggiunti man mano che emergono minacce in tutto il mondo, ma non permetteremo a chi desidera farci del male di entrare nel nostro Paese e nulla ci impedirà di garantire la sicurezza dell’America”, ha dichiarato il presidente.
Secondo la Casa Bianca, la proclamazione entrerà in vigore alle 00:01 del 9 giugno.
La proclamazione di mercoledì arriva a meno di cinque mesi dall’insediamento del presidente. Nel suo primo giorno in carica, ha emesso un ordine esecutivo che ordinava ai membri del governo, incluso il Segretario di Stato, di compilare un elenco di Paesi “per i quali le informazioni di controllo e screening sono così carenti da giustificare una sospensione parziale o totale dell’ammissione di cittadini provenienti da tali Paesi”.





