Da diverso tempo tra i Paesi del Medio-Oriente non corre affatto buon sangue. Molti sono in continuo conflitto tra di loro, mentre altri seguitano a rimuginare su vecchie diatribe che si sarebbero dovute sedare già da anni. In particolare, la Turchia e la vicina Israele si sono trovate spesso in disaccordo e questo ha portato ad inasprire i loro rapporti. Basti pensare al sostegno di Ankara alla causa palestinese. Oppure, alla relazione alquanto difficile dell’Esecutivo turco con l’ex-Premier di Gerusalemme Benjamin Netanyahu. Oggi, però, sembra che una riconciliazione tra le due potenze possa effettivamente diventare una realtà. A testimoniarlo, l’incontro previsto per metà marzo tra i Capi di Stato delle due nazioni, Recep Tayyip Erdogan e Isaac Herzog, e un’operazione congiunta dei servizi segreti di entrambe le parti portata a termine nelle scorse ore.

Stando a quel che riferisce l’Ansa, infatti, la squadra di intelligence turca (MIT) e quella israeliana (MOSSAD) sono riuscite a sventare un attentato alla vita del noto imprenditore Yair Geller a Istanbul.

Iran mandante del colpo in Turchia. Possibilità di riconciliazione tra Ankara e Israele?

Risale al 2020 l’uccisione del fisico nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh. Un evento che provocò una distanza apparentemente insormontabile tra Teheran e Israele, dal momento che la prima riteneva il MOSSAD responsabile della morte dell’uomo. Ed è da questa spiacevole tragedia che sarebbe scaturito il piano di una cellula di 9 uomini, cittadini iraniani e turchi, che aveva come fine quello di uccidere l’uomo d’affari turco-israeliano Yair Geller, proprietario di una azienda che al momento opera nel campo dell’ingegneria aerospaziale.

Fortunatamente, l’attacco è stato fermato preventivamente e tutti i coinvolti sono stati identificati, fa sapere l’Ansa. Nello specifico, la vittima designata, dopo gli avvertimenti delle autorità, non avrebbe voluto rifugiarsi oltre i confini israeliani, perciò il MOSSAD si sarebbe visto costretto a rivolgersi al MIT per portare avanti l’operazione in terra turca. Operazione che, a quanto si apprende, è andata a buon fine. Difatti, sarebbero 8 le persone arrestate dalle Forze dell’Ordine. La nona, invece, si troverebbe per adesso in territorio iraniano e non si avrebbero maggiori informazioni a riguardo.

Che questa collaborazione sia un preludio al riavvicinamento tra i due Stati? Dopotutto, Erdogan pare si trovi già sulla buona strada per ottenere una riappacificazione con l’Armenia. Quindi potrebbero esserci buone probabilità che accada lo stesso con Israele. Ad ogni modo, non possiamo saperlo con certezza. Soltanto il meeting del mese prossimo ce lo dirà.

Scritto da Diego Lanuto.

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