“Rinuncio al processo d’appello”. È quanto avrebbe scritto in una lettera Filippo Turetta, condannato in primo grado per il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa a 22 anni l’11 novembre 2023. A rivelare il contenuto della lettera è il Corriere della Sera, secondo cui la rinuncia alla battaglia giudiziaria sarebbe una decisione maturata nelle ultime settimane. In particolare un clima sempre più insostenibile nel carcere di Montorio, dove le minacce erano continue e si erano concretizzate nell’aggressione da parte di un altro detenuto. Accettando l’ergastolo, Turetta parla di «sincero pentimento» e intende «dimostrare che non sta cercando sconti di pena».

Secondo i giudici, infatti, Turetta, detenuto dal 25 novembre 2023, quando era stato trasferito falla Germania (dove era fuggito in auto dopo aver commesso il delitto), avrebbe pianificato il femminicidio dell’ex fidanzata che aveva deciso di interrompere la relazione che aveva con lui.

L’inizio del processo di secondo grado era previsto per il 14 novembre. I suoi legali avevano impugnato la sentenza di primo grado contestando il fatto della premeditazione: Turetta, avevano detto i suoi avvocati, non avrebbe progettato l’omicidio ma avrebbe agito d’impeto. I giudici della Corte d’assise che l’ha condannato hanno invece affermato che il delitto venne preparato con cura e che Turetta scrisse anche una lista delle “cose da fare” in vista dell’omicidio. Era invece stata esclusa l’aggravante della crudeltà.