Prima che lo storico Sundance Film Festival si trasferisca in Colorado sembrano esserci molte iniziative e soprese per l’edizione che da anni si svolge a Park City. Premi Oscar, pop star e leggende dell’hip-hop illumineranno Park City, nello Utah, per salutare una tradizione storica sullo sfondo di questa città, prima di trasferirsi nella vivace Boulder.
Cosa bolle in pentola a Park City
Mercoledì, il Sundance Institute ha annunciato 90 lungometraggi e sette progetti a episodi suddivisi in diverse sezioni, con titoli di grande successo di artisti del calibro di Natalie Portman, Olivia Wilde, Jon Hamm, Charlie xcx, Chris Pine e Judd Apatow. L’ultima puntata, prima del rivoluzionario trasferimento del festival a Boulder, Colorado, rappresenta un addio agrodolce al suo fondatore, Robert Redford, e un’occasione per rendere omaggio a Tammie Rosen, responsabile della comunicazione del festival, scomparsa la settimana scorsa.

Le parole del direttore responsabile
Il direttore di Sundance Eugene Hernandez ha affermato: “Ognuno di noi ha una lunga storia con questo festival, in modi diversi, e ne sentiamo il peso e l’importanza nella preparazione del festival di quest’anno, ma anche nel gettare le basi per ciò che Sundance sarà nel 2027 e oltre”. Hernandez supervisiona la programmazione pubblica dell’evento, spalmato su 11 giorni, che si svolgerà da giovedì 22 gennaio a domenica 1 febbraio (con una componente online che inizierà giovedì 29 gennaio).
“È un anno davvero importante per questo festival, soprattutto ora, sulla scia della scomparsa di Robert Redford”, ha aggiunto. “Sarà davvero memorabile. Ci sono volti noti che hanno una storia e un legame con il Sundance, come John Turturro e Nicole Holofcener. Ma ci sono anche molti volti nuovi, come Charli XCX, che il pubblico potrà scoprire e vivere o vedere in modi nuovi”. E aggiunge: “Quest’anno il festival celebrerà una sorta di culmine o crescendo nello Utah, onorando al contempo la sua tradizione, di cui lo Utah è stato una componente così importante, sia per il pubblico che per il luogo”, ha osservato Hernandez. “Abbiamo in programma un evento davvero fantastico dopo la premiazione di venerdì, che sarà davvero speciale”.
Nella lista dei candidati tanti film audaci e una missione femminista
A guidare la competizione drammatica statunitense è Carousel di Chris Pine, che racconta la storia di un medico divorziato la cui vita viene sconvolta quando le aspirazioni della figlia e l’inaspettato ritorno di un amore passato lo costringono a confrontarsi con le proprie scelte e ad accettare una seconda possibilità. La vincitrice del premio Oscar Portman torna con una commedia indipendente con Jenna Ortega, The Gallerist, che racconta la storia di un mercante d’arte che cospira per vendere un cadavere alla conferenza Art Basel di Miami. E ancora, l’attesissimo thriller erotico di Greg Araki, I Want Your Sex, con Cooper Hoffman e Olivia Wilde.
Quest’ultima si presenta quest’anno con due pellicole. Torna difatti anche alla regia con The Invite, un ritratto cupo e divertente di una cena infernale tra due coppie, scritto da Rashida Jones e Will McCormack. Wilde recita anche al fianco di Seth Rogen, una coppia che invita una coppia di vicini (Penelope Cruz ed Ed Norton) a un posto in prima fila per assistere alla loro crisi coniugale.

Un dato importante da sottolineare è che quest’anno quasi la metà (48%) dei lungometraggi è stata diretta da una o più registe che si identificano come donne. In linea con la missione di Redford per il Sundance Institute, sostenere i film di voci sottorappresentate rimane un elemento centrale della filosofia del festival.
Un file-rouge di comicità ragionata
“È un anno davvero interessante per la commedia”, ha osservato John Nein, programmatore senior del Sundance. “Ci sono alcuni film che sono semplicemente divertenti, comici in ogni modo, come il film di David Wain o quello di Macon Blair, ‘The Shitheads‘. Ma la cosa davvero interessante è che alcune delle voci comiche più forti stanno esplorando argomenti piuttosto inquietanti e difficili, angoli oscuri – persino film che parlano di perdita e dolore, ma sono molto divertenti, come il film di Jay Duplass, ‘See You When I See You‘, sul superamento della morte di un fratello, o ‘Ha-Chan, Shake Your Booty!‘ in concorso, che è un film davvero creativo, formalmente inventivo, sul superamento della perdita di un partner”.
Comicità di spessore, femminismo e intelligente ironia dispiegano un velo autentico e indimenticabile sulle notti di Park City, che renderanno questa edizione senza dubbio la più importante, senza un pizzico di sana follia: “Se qualcuno è tentato da una battaglia a palle di neve, questo è il mio obiettivo per la fine del festival”, ha scherzato Yutani.
Doriana Gatta




