Attualità

Ucraina: l’appello a Mattarella per i tir umanitari multati

Adv

Nei giorni scorsi sono stati multati dalle autorità austriache i volontari della coop “Budoni soccorso” che trasportavano sui loro tir beni di prima necessità alle popolazioni dell’Ucraina. Anas Italia, cui la cooperativa è affiliata, ha dunque deciso di lanciare un appello al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella a questo riguardo.

La responsabile della missione Giulia Dau, appena tornata dall’Ucraina, tenterà di consegnare a Mattarella una lettera che vuole essere un appello affinché sia il Presidente stesso ad intervenire in questa vicenda.

La multa

La multa è stata erogata in Austria, sulla strada del ritorno dall’Ucraina. È stato richiesto al tir di pagare una sanzione di 1.600 euro per evitare il sequestro del mezzo. Così ha fatto il presidente della coop Giacinto Congiu.

Come la stessa associazione multata spiega, gli agenti austriaci hanno contestato la mancata comunicazione di viaggio, senza indicare però quali norme siano state violate. Congiu ha poi in realtà anche mostrato la lettera su carta intestata di Anas Italia inviata regolarmente prima della partenza al Ministro degli Esteri italiano e a quello dell’Interno.

Si tratta del secondo viaggio effettuato dallo stesso tir verso l’Austria e anche sul precedente gli agenti avrebbero avuto da dire: “Vi tenevamo d’occhio perché ci eravate sfuggiti l’altra volta”.

L’appello di Anas Italia a Mattarella e agli italiani

Il portavoce Anas Italia Antonio Lufrano ha spiegato che “non possiamo restare inerte davanti alla vergognosa vicenda del tir della nostra affiliata, inseguito e multato in Austria della società di gestione dell’autostrada per ‘trasporti umanitari non autorizzati’. Nelle strade d’Europa in questi novanta giorni, sulle stesse strade che noi abbiamo percorso con molta fatica in otto missioni per portare cibo e medicinali in Ucraina e per accogliere oltre seicento profughi ucraini, transitano impunemente, anzi legamenti, camion carichi di armi. E nessuno ha nulla da dire. A chi come noi ha scelto di occuparsi dei civili e persegue soltanto la pace questo osceno paradosso appare profondamente ingiusto. Non lo tollereremo”.

Lufrano ha poi aggiunto: “Mentre il nostro legale, l’avvocato Renato Chiesa, cercherà di presentare ricorsi in tutte le sedi competenti, chiediamo al Ministero degli Esteri e all’Ambasciata Italiana a Vienna di attivarsi immediatamente e di darci notizia. Vogliamo che Budoni soccorso, alla quale va tutta la nostra stima e solidarietà, abbia indietro quanto le è stato estorto. E pretendiamo scuse formali dalla società autostradale austriaca e la certezza che episodi disumani come questo non capitino mai più. Senza questa garanzia le missioni umanitarie di Anas Italia verso l’Ucraina non potranno più riprendere”.

Il portavoce si è poi sentito in dovere di chiedere anche l’aiuto e la solidarietà dei cittadini. “Chi volesse aiutarci può farlo con un contributo all’Iban IT68G0303204801010000742845 intestato ad Anas e con causale ‘L’umanità non si multa’”. 

Ginevra Mattei

Seguici su Google News

Adv
Adv

Related Articles

Back to top button