Il tour di Zelensky in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Giordania ha portato alla stipulazione di nuovi accordi. Il presidente ucraino ha deciso, infatti, di fornire a tre Paesi del Golfo Persico il suo sistema completo di difesa aerea, tra cui droni marittimi e tecnologia di intercettazione contro i droni iraniani.
Zelensky, nuovi accordi per la difesa dei Paesi del Golfo
Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato: «Non solo intercettori, ma anche linee di difesa, software, sistemi di guerra elettronica e così via. In altre parole, stiamo adottando un approccio sistemico». Successivamente ha poi confermato che i droni marittimi dell’Ucraina fanno parte degli accordi stipulati con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Proprio in vista di quanto dichiarato, l’Unione europea ha chiesto a Zelensky di fornire la flotta di droni navali di Kiev per sbloccare lo Stretto di Hormuz. È l’efficacia dimostrata nell’infliggere danni significativi ai siti militari e alle navi russe a motivare la richiesta da parte dell’Ue.
Zelensky ha dichiarato di essere disposto a condividere la sua esperienza in materia di sblocco delle rotte commerciali marittime. Ha poi aggiunto: «Loro sanno che le nostre forze armate sono state molto efficaci nello sbloccare il corridoio del Mar Nero. Stiamo condividendo questi dettagli». È un’opportunità considerevole per l’Ucraina, poiché gli accordi potrebbero aprire a esportazioni di armi su scala globale. L’idea non ha natura recente ed è stata annunciata già a settembre, affermando che Kiev era pronta a compiere questo passo ulteriore. Così, infatti, avrebbe trasformato l’industria della difesa del Paese e permesso ai partner l’accesso ad armi più rare. Per questa ragione è fondamentale che gli accordi siano stati firmati per decenni, poiché «si tratta di esportazioni e di apertura delle esportazioni». Il presidente ha poi aggiunto: «È il tipo di apertura giusto, in cui capiamo che non stiamo vendendo la nostra esperienza per niente».
Stefania Cirillo





