Il presidente Donald Trump ha dato all’Iran un ultimatum di 48 ore per riaprire lo Stretto di Hormuz, dopodiché, a suo dire, gli Stati Uniti “distruggeranno” le centrali elettriche iraniane. In tempo di pace, circa il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL) transita attraverso lo stretto, rendendolo fondamentale per l’approvvigionamento energetico globale.

Trump ha pubblicato un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social alle 23:44 GMT del 21 marzo, il che significa che l’Iran ha tempo fino alle 23:44 GMT del 23 marzo (le 03:14 a Teheran del 24 marzo) per soddisfare la richiesta del presidente statunitense.

Ha scritto: “Se l’Iran non apre COMPLETAMENTE, SENZA MINACCE, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore da questo preciso momento, gli Stati Uniti d’America colpiranno e distruggeranno le loro varie CENTRALI ELETTRICHE, COMINCANDO DA QUELLA PIÙ GRANDE!”

Secondo i media statali iraniani, Teheran ha affermato che, in caso di attacco, prenderà di mira i siti energetici legati agli Stati Uniti nella regione del Golfo.

Il blocco navale e gli attacchi alle navi nello Stretto da parte dell’Iran hanno fatto impennare i prezzi del petrolio nelle ultime settimane.

In seguito all’ultimatum del Presidente statunitense Donald Trump sullo Stretto di Hormuz, le forze armate iraniane hanno annunciato che, in caso di attacco alle infrastrutture energetiche e petrolifere della  Repubblica islamica, “tutte le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione saranno attaccate”. Le forze armate iraniane – composte dall’esercito, dalle Guardie Rivoluzionarie e dalle forze dell’ordine – hanno minacciato di attaccare anche le infrastrutture informatiche e gli impianti di desalinizzazione.