CalcioSport

Ultrà Lecce: un amore esclusivo per la maglia giallorossa

Adv

Gli Ultrà Lecce tappezzano la città e amano solo la maglia, il resto è contorno.

Torna dopo una breve pausa la nostra rubrica sulle tifoserie italiane. Dopo la Curva Maratona, riaccogliamo nella massima serie nostrana il Lecce, oggi dedichiamo agli Ultrà Lecce il nostro approfondimento, poco appariscenti ma molto efficaci.

L’esclusività degli Ultrà Lecce

Se si parla di totale distacco dal classico modo di tifare nel mondo delle curve odierne, gli ultrà del Lecce ne sono l’esempio più limpido. Nel modo di pensare della Curva Nord non esiste l’attaccamento al giocatore, alla società, ad un presidente, loro solo una cosa amano e rispettano: la maglia e i suoi colori giallo e rosso.

Ogni pensiero degli ultrà della Curva Nord viene indirizzato alla maglia e a come deve essere, secondo loro, rispettata in campo dai giocatori. Uno striscione sicuramente emblematico di questo comportamento è quello che spesso appare sia in curva che in città: <<Per il mio Lecce è amore eterno. Onora la maglia e ti sosterrò anche all’inferno…combatti!>>.

La scorsa stagione, a cinque giornate dalla fine, il Lecce rischiava di non venire promossa in serie B per alcuni risultati altalenanti. Per spronare la squadra, gli Ultrà Lecce chiesero alla squadra un ultimo grande sforzo per ritrovare la cadetteria dopo 6 anni:<<Cinque vittorie!>>. Non servirono cinque vittorie, ma solo tre, perché dopo la vittoria contro la Paganese alla penultima giornata, il Lecce conquistò matematicamente la promozione.

Tu no, lui si

Non sempre l’attenzione degli Ultrà Lecce è stata per la squadra, nel 2017 infatti l’annata non è stata proprio tranquilla in Serie C. Dopo uno 3-0 subito in casa del Foggia, il tecnico Pasquale Padalino subì l’ira della curva, non solo per la sconfitta, ma soprattutto per delle foto uscite qualche settimana dopo.

In quelle foto c’era il tecnico leccese insieme a dei giocatori del Foggia sul campo, alla fine di quel derby. L’evento indispettì subito gli Ultrà Lecce che chiesero immediatamente a Padalino di andarsene con un eloquente: <<Padalino vattene!>>. Il tecnico resistette fino alla 36° giornata, ma nonostante i risultati positivi la società decise di esonerare Padalino per le ultime de giornate e i play off.

Ultrà Lecce
Striscione per il tecnico Roberto Rizzo del 2017. Credit: leccezionale.it

Per Rizzo invece la sorte fu diversa: dopo le prime tre giornate della stagione successiva e il ko di Catania, Rizzo se ne andò rescindendo i contratto e senza fare polemiche. La Curva Nord apprezzò il gesto e ringraziò il tecnico: <<Roberto Rizzo, gran signore e leccese vero>>, la firma ovviamente è degli Ultrà Lecce.

Anche ad un giocatore venne chiesto di allontanarsi, esattamente come Padalino, ma i motivi furono delle schermaglie dopo un Lecce-Carpi del 2013. Il giocatore in questione è Cosimo “Mino” Chiricò, al quale venne dedicato un:<<Chiricò togliti la maglia…>> che non lasciava spazi ad interpretazioni.

Giornalisti e mercato

Si sa, gli ultrà se attaccati rispondono, come successe nel 2014, quando alcuni tifosi della frangia più calda furono arrestati e processati. Ad entrare nel mirino della Curva fu il quotidiano Lecceprima, reo di aver colpevolizzato alcuni tifosi prima del tempo additandoli di essere dei delinquenti. Gli Ultrà Lecce non tardarono a rispondere a quegli articoli, con striscioni appesi in via Schipa e via D’Assisi recitanti:<<Giornalisti…la voce di v.le Otranto>>.

Ultrà Lecce
Striscione d’amore per la maglia giallorossa in Curva Nord leccese. Credit: leccezione.it

Come qualcuno ha recentemente ricordato ai tifosi, il mestiere di quest’ultimo è tifare, non occuparsi di tattica. Spesso però accade che il mercato infiammi gli animi, ma non sempre per giocatori fortemente voluti, almeno non dai tifosi. Nella sessione invernale della scorsa stagione gli Ultrà Lecce si ribellarono energicamente all’acquisto del fantasista del Matera, Nicola Strambelli.

L’astio verso l’ala era dovuta ad alcune esultanze con il trenino dopo dei gol segnati proprio contro il Lecce, ma non solo, perché il giocatore è barese. Proprio per questo motivo, al giocatore venne dedicato uno striscione con una scritta molto esplicita:<<Strambelli infame barese a Lecce non ti vogliamo>>.

Il tifo non è solo battute e goliardia, ma amore incondizionato per i colori della propria città, quei colori che senti come una seconda pelle. La stessa pelle che vuoi vedere portata con onore da ogni giocatore tutte le domeniche su quel rettangolo verde. Gli Ultrà Lecce lo fanno da sempre, non amano la notorietà, ma pensano più a sostenere chi indossa quella maglia giallorossa che per loro è vita. Un altro modo di tifare che a noi piace tantissimo, bentornati in serie A amici leccesi.

PER TUTTI GLI ARTICOLI DELL’AUTORE

https://www.facebook.com/gabriele.due?ref=bookmarks

@GlaspinaOff

Seguici su:

https://www.facebook.com/metropolitanmagazineitalia/

@MMagazineItalia

Adv
Adv

Gabriele La Spina

Persona semplice, ma molto testarda. Amo la cultura e lo sport, odio stare fermo troppo a lungo.
Adv
Back to top button