Sembra che anche Il Corvo – film del 1994 diretto da Alex Proyas- sarà oggetto diretto di un remake. Il lungometraggio, tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr, vedeva Brandon Lee nei panni del protagonista. Un’interpretazione, l’ultima, che gli fu fatale. 

 

Quando si pensa all’immagine del Corvo, quel Corvo nel dramma di cui si faceva giustiziere, il volto a cui lo associamo è quello di Brandon Lee: colui che è diventato vittima reale di una tragedia dai contorni perturbanti. Un set maledetto che si è appropriato, dietro la parvenza di un caso fortuito e inaspettato, della vita del suo interprete principale. 

 

 

La storia di Eric Draven, il musicista ucciso barbaramente da una banda di spietati e immorali teppisti, valica il confine del mondo dei morti per portare a termine una missione impellente: vendicare il suo omicidio e quello di Shelly, la sua amata fidanzata. Un conto in sospeso da chiudere dopo un anno dal delitto che ha vanificato un progetto di felicità condivisa. 

 

 

Nell’adattamento del ’94, nonostante alcune differenze che erano state apportate rispetto al fumetto da cui traeva diretta ispirazione, rimaneva inalterato, stipato e alimentato il disperato significato sotteso alle azioni di un personaggio nel tentativo di attingere ad una giustizia che gli era stata negata, nell’impossibilità stessa di poterla pretendere. 

 

 

La figura del corvo imperiale, come la leggenda lo descrive, può resuscitare l’anima tormentata di chi è morto con il cuore colmo di odio e con una vendetta da portare a termine. Un destino che toccherà ad Eric, reso invulnerabile e truccato simbolicamente come Pierrot, che godrà di questa preziosa opportunità per non lasciare nulla in sospeso. 

 

wallup.net

 

Brandon Lee, figlio del celeberrimo Bruce, morì durante le riprese finali del film: il 31 marzo del 1993. Ad impugnare la pistola, da cui partì il colpo che fu letale al giovane Lee, uno sconvolto e inconsapevole Michael Massee.



 

Una disgrazia sinistra che gettò una serie di interrogativi sulla possibilità che si trattasse di un omicidio premeditato, ordito da qualcuno che covava del risentimento nei confronti della famiglia Lee. Lo stesso Bruce, nelle fasi preparative di quello che sarebbe stato il suo ultimo film, morì nel 1973 prima di discutere del copione. Il malore, mai effettivamente accertato, si verificò in seguito all’assunzione di un farmaco che ingerì. 

 

 

L’incidente funesto sul set de Il corvo, portò alcuni attori ad abbandonarlo.  Il fine ultimo, anche per volontà della fidanzata della vittima, rimase comunque quello di terminare la pellicola. Il progetto fu ultimato grazie all’inserimento di alcune scene girate da una controfigura. 

 

Brandon Lee, nella sua ultima performance, fu relegato al ruolo eterno del personaggio che ha interpretato, conferendogli quell’immortalità intoccabile che solo lui, per ovvi motivi aggiuntivi, avrebbe potuto dargli. 

 

Da un paio di giorni il web sta facendo trapelare alcune indiscrezioni su quello che sarà il remake del film, previsto per l’11 ottobre del 2019. “The Crow Reborn” sarà il titolo che vedrà, nei panni del protagonista, un ultimamente-onnipresente Jason Momoa. Dalla comunità dothraki in GOT agli abissi di Aquaman, il marmoreo attore ha fatto parlare più per il suo aspetto da “uomo che non deve chiedere mai” che per le sue discutibili capacità attoriali. 

 

L’ennesima violazione di un cult che avrebbe dovuto rimanere tale nella sua sacralità. Il fandom e Alex Proyas stesso, non faticano ad esprimere il loro acre dissenso. Un altro progetto che ci fa storcere il naso guardandolo con la stessa espressione che la Rottermeier riservava ad Heidi in procinto di imparare le buone maniere.

 

E’ vero, Eric, non può piovere per sempre. Ma noi, intanto, prevediamo grossi, grassi temporali. 

 

Die The Crow GIF - Find & Share on GIPHY

ALESSIA LIO