Complice soprattutto il kolossal del 1997 diretto da James Cameron e interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, il Titanic e la sua tragica storia hanno una presa sempre fortissima sull’immaginario collettivo. A pochi giorni dal centotredicesimo anniversario dal suo naufragio, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, una sua copia digitale ad alta risoluzione sta aiutando gli studiosi a ricostruire le ultime ore del transatlantico britannico affondato durante il suo viaggio inaugurale, dopo lo scontro con un iceberg.
La società britannica Magellan lavora da anni al progetto, che ha definito il “gemello digitale” della nave, al punto da considerarla sovrapponibile all’originale, in modo da mantenerne viva la memoria. Il relitto, infatti, si sta lentamente sgretolando; mentre la prua è ancora parzialmente conservata e adagiata sul fondale, la poppa è pressoché distrutta. Il modello è molto dettagliato, e consente di “visitare” virtualmente aree che si trovano a 3.800 metri di profondità.
È emersa, ad esempio, una valvola lasciata aperta nel vano delle caldaie, probabilmente per assicurarsi che uno dei generatori elettrici non smettessero di funzionare anche durante il naufragio. I racconti dei superstiti, infatti, confermano lo sforzo di tecnici e operai, che lavorarono incessantemente, proprio per mantenere la luce a bordo e permettere a più passeggeri di salvarsi.
La storia del “Titanic virtuale” diventerà un documentario

Magellan ha raccolto nel 2022 tutto il materiale per realizzare la copia, attraverso una serie di ricognizioni, effettuate con due robot sommergibili, che hanno raggiunto i resti del Titanic e scattato circa settecentomila fotografie, trasformate poi in immagini tridimensionali.
Comprensibilmente, la società si sta mostrando piuttosto protettiva verso i risultati del proprio lavoro. L’azienda mette a disposizione il modello digitale soltanto per scopi di studio e di ricerca; esiste, tuttavia, una versione per il pubblico, che consentirà ai curiosi di esplorare il relitto come fosse un videogioco, pilotando un sommergibile virtuale. Il percorso che ha condotto alla “creatura” di Magellan sarà inoltre raccontata in un documentario realizzato dal National Geographic e disponibile da domani.
Federica Checchia
Seguici su Google News





