Una frana ha travolto un campeggio a Mount Maunganui, nota località turistica nel nord della Nuova Zelanda; a causare lo smottamento, sarebbero state le forti piogge degli ultimi giorni. Il fango ha investito e schiacciato alcuni camper e un blocco di servizi igienici del campeggio Beachside, che si trova ai piedi del vulcano Monte Maunganui.

Le persone già presenti sul luogo dell’incidente hanno iniziato subito a scavare per aiutare chi si trovava sotto le macerie, guidate dalle loro voci. Il comandante dei vigili del fuoco, William Pike, ha dichiarato: «La nostra prima squadra antincendio è arrivata ed è riuscita a sentire le stesse voci». I soccorritori hanno immediatamente evacuato la zona, a causa di possibili nuovi movimenti del terreno. Molti testimoni hanno raccontato alla stampa di aver sentito un forte rumore, prima di vedere un’ampia sezione della collina staccarsi e travolgere il campeggio.

Frana in Nuova Zelanda: tra i dispersi c’è anche una bambina

Come riporta la BBC, al momento le vittime accertate sono due, ma ci sarebbero ancora decine di dispersi. Le squadre di emergenza stanno lavorando senza sosta nell’area in cui è avvenuta la frana, nella speranza di individuare e trarre in salvo eventuali sopravvissuti. Dopo gli ultimi rovesci, il ministro per le emergenze Mark Mitchell ha paragonato alcuni tratti della costa orientale a “una zona di guerra”. Nella zona, infatti, sono ancora schierati gli elicotteri, per aiutare le famiglie che hanno trovato riparo dalle inondazioni sui tetti delle loro abitazioni. In cinque regioni del Northland e dell’East Cape è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Mitchell ha confermato che tra i dispersi c’è anche una bambina. «Al momento è una questione delicata e in continua evoluzione», ha affermato. «Tutti stanno lavorando al massimo per ottenere la migliore soluzione possibile, ma non c’è dubbio che si tratti di una situazione molto difficile e impegnativa».

Federica Checchia