Dei suoi ottantacinque anni di vita, compiuti oggi, Mina ne ha trascorsi ben quarantasette lontana dai riflettori. La sua ultima apparizione pubblica, infatti, risale all’ormai storico concerto del 23 agosto 1978 al teatro tenda Bussoladomani a Lido di Camaiore. Da quella sera, la cantante si è sottratta agli occhi dei suoi ascoltatori, ma mai alle loro orecchie; anche se si è ritirata a vita privata da tempo, la Tigre di Cremona non ha mai smesso di ruggire, continuando a produrre instancabilmente musica.

In occasione del suo compleanno, la festeggiamo dedicandole qualche riga, per ripercorrere la sua carriera e per riscoprire ancora una volta quanto, con la sua ugola d’oro e l’anticonformismo che la caratterizza, abbia cambiato per sempre la nostra società.

Mina: il debutto alla Bussola e la gravidanza-scandalo

Mina
La cantante Mina Mazzini

Anche se è soprannominata la Tigre di Cremona, in realtà Mina, al secolo Mina Anna Maria Mazzini, nasce a Busto Arsizio il 25 marzo 1940. Il suo debutto avviene durante nel una vacanza in Versilia nel 1958, quando sale sul palco della Bussola di Sergio Bernardini per interpretare una sua versione di Anima Pura. Da quel momento, non si ferma più, conquistando il pubblico italiano e internazionale grazie alla sua incredibile vocalità e a brani come Tintarella di Luna, Mille bolle blu, Parole, parole, parole, Se telefonando o Amor mio.

Il suo successo sembra avere una battuta d’arresto solo nel 1963, quando dà alla luce Massimiliano, frutto dell’amore con Corrado Pani, all’epoca ancora sposato con l’attrice Renata Monteduro. La maternità causa il suo allontanamento dalla TV di Stato, e la stampa si scaglia impietosa contro di lei; i suoi fan, però, continuano a dimostrarle affetto e a sostenerla. L’episodio, tuttavia, la segna nel profondo e, anni dopo, ne parlerà così: «Il massimo è stata una foto su “Epoca” dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto “Cosa avrà da ridere?”, guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l’atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l’ha superato.».

Studio Uno e i duetti

Passato il momento buio, Mina torna al 100% in attività, alternando nuovi album a programmi di successo come l’indimenticabile Studio Uno, al fianco di leggende televisive come le Gemelle Kessler e Paolo Panelli. Nella rubrica L’uomo per me, la cantante ospita celebrità come Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Totò, Walter Chiari, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni, duettando con loro e prestandosi a divertenti gag.

La musica, tuttavia, resta il suo amore principale. Nel corso degli anni, si esibisce insieme a diversi colleghi, da Lucio Battisti ad Adriano Celentano, spaziando tra i generi e confrontandosi anche con hit internazionali, dalle canzoni dei Beatles a Bésame Mucho. Nel 1966, inoltre, contribuisce a far conoscere un giovane e promettente cantautore genovese, Fabrizio De André. Incidendo una cover de La Canzone di Marinella, infatti, gli spalanca le porte del grande pubblico. I due duettano sulle note del pezzo; in un’intervista, anni dopo, Faber dirà: «Ci vuole proprio un bel coraggio a cantare con Mina ‘l”La canzone di Marinella”, perché la sua voce è un miracolo. Credo che lei sia nata con la musica nel DNA, è come se avesse avuto una memoria prenatale della musica. Questo è un fenomeno tipico della genialità: quello di sapere prima di conoscere.»

Mina, la più “grande, grande, grande” voce italiana

Sempre all’avanguardia ed emancipata, Mina non si è mai piegata alle rigide convenzioni dell’epoca, ma ha lasciato andare a briglia sciolta la sua personalità, anche in fatto di stile e presenza scenica. Le sue sopracciglia rasate e il trucco carico sugli occhi sono ormai leggendari, così come le sue movenze accentuate o gli ammiccamenti di fronte alla telecamera durante le esibizioni. È stata, inoltre, la prima artista in Italia a indossare la minigonna in spettacoli televisivi e nei concerti.

Anche la decisione di sparire dai radar e di godersi una vita più appartata, sfuggendo così al perpetuo scrutinio dei media e dell’opinione pubblica, in fondo altro non è che l’ennesima manifestazione della sua libertà. Abbandonare le scene all’apice del successo è stata una scelta coraggiosa che, però, ha contribuito a renderla un’icona; congedandosi improvvisamente, dopo quell’ultimo live, ha decretato la “fine” della donna, e ha segnato l’inizio l’inizio del mito.

In molti continuano a sperare in un suo ritorno a sorpresa, magari sul palco dell’Ariston, a Sanremo, con cui ha un conto in sospeso, o con un’esibizione dal vivo, ma è difficile pensare che, dopo decenni, possa aver cambiato idea. Non resta, dunque, che continuare a godere della sua voce. E che voce.

Federica Checchia

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