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Uncharted Raccolta L’Eredità dei Ladri Recensione PC, a volte ritornano (e meno male)

Uncharted Raccolta L’Eredità dei Ladri Recensione PC | A volte ritornano, anche se la cultura popolare racconta che un ladro non torni mai sulla scena di un suo crimine passato. A meno che quel ladro non sia Nathan Drake, e il “crimine” sia il capitolo più riuscito della serie videoludica action che lo ha visto protagonista in un lungo viaggio dal 2007 a oggi. Ultimamente ne abbiamo viste, giocate e recensite tante di conversioni per PC di ex-esclusive Sony.

Dal momento che nessuna, per ora, ci ha ancora mai deluso, non dovrebbe sorprendervi sapere che anche questa conversione vive di nuova luce su PC. Il dispositivo per videogiochi potenzialmente (dipende da che pezzi ha il vostro device personale) più performante sul mercato regge benissimo il peso dell’IP Sony, consegnando alla storia gli stessi panorami, le stesse scene d’azione al cardiopalmo, lo stesso carismatico protagonista. “Ma meglio”. E se avete uno Steam Deck, beh, preparatevi a giocare perfettamente con Nathan e i suoi anche in portabilità.

uncharted raccolta l eredità dei ladri recensione PC

UNCHARTED RACCOLTA L’EREDITA’ DEI LADRI RECENSIONE | TESTATO SU PC (STEAM) e STEAMDECK

Specifiche del PC su cui è stato eseguito il test:

  • Sistema operativo: Windows 10 (64-bit)
  • Processore: AMD 7 3700x
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 3070

VOTO: 8.5

+Il modo migliore per gustare l’ultima avventura di Nathan Drake (come ogni porting PC finora, o quasi)
+E’ un pacchetto completo gioco + DLC (L’Eredità Perduta) a un prezzo accettabile
+Il gameplay risulta ancora coinvolgente dopo tanti anni…

-…ma alcune sessioni e momenti più scriptati sono invecchiati più di altri

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Uncharted Raccolta L’Eredità dei Ladri Recensione PC, un tassello importante per Sony (e Naughty Dog)

Mettetevi comodi, oppure no: come volete. Quella che vi apprestate a leggere sarà una breve recensione di Uncharted Raccolta L’Eredità dei Ladri, che comprende in un’unica soluzione sia il gioco base (Uncharted L’Eredità dei Ladri) che il DLC con differente protagonista, ma eguale verve e carica esplosiva (Uncharted L’Eredità Perduta) per circa una decina di ore complessive di intrattenimento totale. A mio avviso sarebbe ridondante, quindi, tornare nuovamente su pregi e difetti che hanno caratterizzato la produzione all’epoca. Tanto più che dovremmo scegliere se quei pregi e quei difetti sono, oggi, ancora tali. O se magari si sono scambiati, mescolati, o chissà cos’altro.

The Last of Us, il Remake odierno, insegna: il rovesciamento dei valori e il cambiamento delle mentalità moderne non possono non riguardare anche i videogiochi. Specialmente quelli narrativi e pregni di emozioni come Uncharted. Questa “pienezza emotiva”, in qualunque vogliamo interpretare le emozioni raccontate, è quantitativamente e qualitativamente presente ancora oggi come allora. Avviluppata intorno a una Heist-Story “a la Indiana Jones”, con quel pizzico di Lara Croft che non ci fa dormire la notte (in senso buono).

Diciamo così, quindi: il paragrafo che segue sarà concentrato su aspetti tecnici, ottimizzazione, ma anche su cosa significhi questo ennesimo approdo (a fronte di quelli passati e dei prossimi in arrivo) su PC di una ex-esclusiva Sony. Finito di leggere quello, potete trarre le vostre conclusioni. Se non aveste minimamente idea di cosa tratti Uncharted la serie, o se Nathan Drake per voi è Tom Holland, vi invitiamo però a completare la lettura con la nostra recensione completa del titolo vanilla. La trovate a questo indirizzo

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Hanno pensato a tutti, gli sviluppatori della collection: a persone con PC ultrapotenti, che saranno in grado di maxare le statistiche di gioco e godersi in un 4k da far uscire gli occhi dalle orbite tutti i paesaggi. Quelli che, pure su una tv nemmeno full HD, quando li vidi per la prima volta mi rubarono l’anima. Ma hanno pensato anche a chi, con una Nvidia GTX 1060, ma che dico, 970 nel cassetto (io l’avevo, e ho provato il gioco per voi con entrambe), vogliono magari colmare la lacuna ludica su un PC con qualche annetto in più sulle spalle. Non aspettatevi grandi rivoluzioni, in questo caso: ringraziate l’ottimizzazione eccellente e godetevi i 30fps (abbastanza stabili) in full HD che con i dettagli bassi COMUNQUE non sfigurano (troppo) i paesaggi di cui sopra.

Preso da spirito di sperimentazione, pensate, mi sono addirittura arrischiato a scaricare il gioco sul mio Steam Deck. Se oggi posso scrivere questo pezzo significa che non è esploso; il gioco ci gira senza faticare, sempre con qualche compromesso nella renderizzazione a dettagli più “spinti”. Ma ehi: è UNCHARTED IN PORTATILE!

Con in dirittura d’arrivo Sackboy, sempre su PC e Returnal, sognando Bloodborne (ma sognando forte eh, in linea con la lore del gioco) non c’è più dubbio sul fatto che Sony ha capito perfettamente l’antifona: solo Nintendo può chiudersi nel suo guscio verde, rosso, all’occorrenza blu con spine e ali e sopravvivere all’avanzare del tempo. E pure lei (Nintendo) ultimamente quel guscio ha iniziato ad abbandonarlo con più frequenza. Da qui al dichiarare che “il futuro di Sony è multipiattaforma” ce ne corre. Passeranno e son passati litri e litri di acqua sotto i ponti dei PCisti prima che il veto della casa giapponese si rompesse, e cominciassero ad arrivare alcuni capisaldi sulle loro macchine customizzate.

Prima di gridare al miracolo, quindi, con più freddezza, ma non mancanza di entusiasmo, concluderei questa recensione breve di Uncharted, la cui validità su PC credo di avervi già comunicato a sufficienza, con una domanda. Pensate sia Sony a essersi aperta al mercato PC, o che siano stati gli studi che in Sony vivono, respirano e mangiano ad aver “fatto pressing” per non perdere uno slancio di fionda che può solo far bene alle loro adorate creature digitali? In ogni caso, a noi interessa limitatamente. Preferisco concentrarmi su Nathan, sulle sue avventure e peregrinazioni, sui suoi furti. Piuttosto che dare del ladro a chi sviluppa un porting di qualità e vuole, giustamente, essere pagato per la sua competenza.

Fidatevi: i primi tre Uncharted non vi servono | Non vi servono i primi tre capitoli di Uncharted per godervi questa raccolta: garantito. Ignoriamo il primo episodio, che a rigiocarlo oggi sembra invecchiato del doppio degli anni che ha in realtà sul groppone. Anche il secondo e il terzo capitolo soffrono del fenomeno che chiamerei sanguinamento ludico”. Che aveva svuotato, in un certo periodo della storia recente, i giochi più action e scenografici, specie se realistici, a perdere molto del loro sangue-gameplay. Non che Fine di un Ladro risparmi cut-scene animate, QTE e intere mezzore di gameplay completamente scriptate eh. Ma gli altri tre, oh: gli altri tre. No. I primi tre Uncharted non vi servono. Al massimo, vi servono i personaggi che contengono. Ma basta poco per recuperarli da internet…

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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