Unicorn Overlord è un gioco di ruolo strategico a turni eccellente, sviluppato da una software house dio grande talento: Vanillaware. Il gioco è stato pubblicato l’8 marzo 2024 per PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC e Xbox Series X|S, dove abbiamo svolto la nostra prova. Dopo averlo giocato a lungo, lo diciamo senza remore: è talmente bello che non fa rimpiangere nessuno dei grandi tattici RPG del passato!

Unicorn Overlord Recensione

Unicorn Overlord Recensione, l’Anello dell’Unicorno

La trama è ben scritta, doppiata e strutturata, calata in un universo fantasy abbastanza classico, ma interessante. C’era una volta il continente di Fevrith, un luogo pacifico e ricco il cui popolo viveva in pace. Però, una guerra e tanta sofferenza dopo, una nazione su tutte decise di dominare su tutte le altre. Iniziò così il dominio del generale ribelle Valmore, fedele al sanguinario impero Zenoiran. Il protagonista di Unicorn Overlord è Alain, principe della nazione di Cornia e figlio della regina Ilenia. Alain ha perso sua madre dieci anni prima, in seguito all’invasione di Valmore che ha portato alla caduta del suo paese. Comprensibilmente, la sua missione è intrisa di vendetta e consiste nel guidare una ribellione contro il temibile generale. 

Per chiunque sarebbe una missione impossibile, ma Alain ha con sé l’Anello dell’Unicorno, un artefatto magico che gli è stato lasciato in eredità da sua madre. Anche il suo principale antagonista Valmore è dotato di capacità psichiche, che usa per controllare mentalmente coloro che intende soggiogare. Sfruttando il suo anello, però, il principe è in grado di liberare le persone dai sortilegi di controllo mentale di Valmore. Ovviamente, come da tradizione per i GDR (strategici o meno), il giovane ribelle viene presto affiancato da altri che condividono la sua missione e si alleeranno con lui. 

E’ il caso di Scarlett, sacerdotessa curatrice del gruppo; Lex, cavaliere coraggioso e senza paura; Josef, un paladino che ha fatto del bene la sua missione e Chloe, una soldatessa determinata con un passato difficile. Riportare la pace a Fevrith, però, non è un traguardo raggiungibile dall’oggi al domani. La durata della campagna principale, infatti, è di oltre 40 ore che però, ve lo assicuriamo, scorrono rapidamente e lasciano un buon ricordo di ogni evento, relazione, combattimento che viviamo. La casa di sviluppo Vanillaware, quindi, dopo Odin Sphere, Muramasa, Dragon’s Crown e soprattutto 13 Sentinels: Aegis Rim, può segnare una nuova tacca sulla sua cintura, sempre più ricca di esperienze narrative e ludiche di spicco.  

Un open world tattico

Di base, il gameplay di Unicorn Overlord è simile a quello di tanti altri giochi di ruolo strategici a turni. Impossibile non citare Fire Emblem su tutti, una delle più prodighe fonti di ispirazione per il genere tattico di sempre. Però, in Unicorn Overlord confluiscono molti più esempi eccellenti, mescolati fra loro in modo unico e che, quindi, scaturiscono in idee originali e meccaniche peculiari interessanti. Ci sono anche le meccaniche e i topoi più tradizionali, ovvio. Come le classi, i tipici guerriero, lanciere, cavaliere, mago, arciere ecc., ma anche solo osservando il terreno di scontro, il mondo di gioco, le unicità vengono a galla immediatamente. 

Già, perché Unicorn Overlord è un titolo strategico, con una trama dai risvolti magici ed epici, battaglie corali, principi, re e regine, proprio come nei classici succitati Fire Emblem (a proposito, avete letto la nostra recensione di Fire Emblem Engage?), Ogre Battle ecc. Tuttavia, in Unicorn Overlord gli eserciti in lotta, compreso quello del protagonista, si muovono ed esplorano una mappa aperta in stile “open world”. La ricerca della giustizia e della vendetta da parte del principe Alain va portata avanti scoprendo luoghi diversi e incontrando tanti alleati quanti oppositori, scoprendo liberamente i territori del regno senza limiti. 

Certamente, ci sono posti più pericolosi di altri, in cui è meglio avventurarsi solo dopo aver trovato sufficienti alleati e aver composto un’armata più nutrita. Per riuscire in questo obiettivo, oltre ai compagni di viaggio succitati se ne incontreranno moltissimi altri, che però sono sempre e comunque opzionali. A seconda dei casi, potrete scegliere chi annettere tra le vostre fila e chi giustiziare in cambio di risorse e denaro: la scelta è tutta vostra. Prima di mettersi a fare i decapitatori folli, però, vi consigliamo di seguire qualche missione della storia principale per capire che aria tira, prendere la mano con il setup delle lotte e degli eserciti e avanzare nella narrazione.

Unicorn Overlord Recensione

La preparazione prima di tutto

La preparazione dell’esercito personale è tutto in Unicorn Overlord. I power up da distribuire, gli equip e tutte le operazioni che si compiono prima di iniziare a lottare sono infatti gli unici controlli che avrete sull’esito della lotta, che viene deciso da un sistema interamente automatizzato. Siamo certi che alcuni non gradiranno questa decisione, ma a nostro avviso in realtà rappresenta la quintessenza della strategia. 

In quanto generali d’armata, infatti, oltre a pianificare attentamente la disposizione degli elementi, le loro classi e tutto quanto abbiamo già specificato, il nostro compito sarà anche muoverci con accortezza sul territorio evitando scontri che non possiamo vincere, per esempio. Ovviamente ci sono anche variabili dipendenti dalla fortuna, come i colpi critici, che di certo possono rendere un minimo più imprevedibili le battaglie. 

L’impressione, insomma, è che Vanillaware abbia voluto farci concentrare sugli aspetti tattici con ancor più veemenza rispetto alle fonti che l’hanno ispirata, dove il controllo sui singoli personaggi è maggiore, certo, ma proprio per questo si rischia di ragionare sulla base di preferenze “estetiche” e favorire certi elementi su altri, senza pensare a ciò che sarebbe meglio in ottica complessiva. Il sistema di Unicorn, invece, ci è piaciuto moltissimo perché è per natura tarato per offrire una visuale più ampia sulle capacità delle truppe. Che in definitiva, si finisce per considerare quasi come un elemento unico, con un numero elevatissimo di variabili e power up da considerare per migliorarlo.