Gli USA hanno annunciato l’avvio di un accordo commerciale con il Regno Unito, il primo dopo anni di tensioni e dazi imposti da Washington. L’intesa, ancora parziale, segna un primo passo verso una normalizzazione dei rapporti economici tra i due paesi.
Dopo settimane di minacce, sospensioni e retorica protezionista, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno annunciato un accordo commerciale bilaterale. È il primo firmato sotto la nuova amministrazione Trump. Il primo da quando, ad aprile, il presidente aveva imposto dazi pesantissimi a una lunga lista di partner commerciali. L’intesa, però, non è ancora un trattato vero e proprio: si tratta piuttosto di un insieme di riduzioni doganali parziali, la cui reale portata resta per ora tutta da valutare.
Acciaio, alluminio e automobili: le voci più rilevanti
Secondo le informazioni rilasciate durante una conferenza stampa alla Casa Bianca (alla quale il premier britannico Keir Starmer ha partecipato da remoto), gli Stati Uniti si sono impegnati ad azzerare i dazi sull’acciaio e sull’alluminio britannici, fino ad oggi al 25%. Ridotto anche il dazio sulle automobili, che passa dal 25% al 10% per un massimo di 100.000 veicoli all’anno. Non è però chiaro cosa accadrà una volta superata questa soglia, vicina al numero medio di auto britanniche esportate ogni anno negli USA (circa 120.000).
In cambio, Londra abbasserà i propri dazi verso Washington dal 5,1% all’1,8% e azzererà il dazio sull’etanolo statunitense. Ha inoltre accettato di importare 13.000 tonnellate di carne americana senza dazi. Ha accettato anche di rimuovere ulteriori “barriere commerciali”, su cui però non sono stati forniti dettagli.
Più utilità politica che economica per gli USA nell’accordo col Regno Unito
Sia Trump che Starmer hanno sottolineato l’importanza dell’intesa. Il primo per dimostrare che la sua linea muscolare sui dazi porta risultati concreti, dopo aver promesso “90 accordi in 90 giorni” e aver sospeso unilateralmente le tariffe fino al 9 luglio. Il secondo per poter dire che il Regno Unito è il primo paese ad aver chiuso un accordo con gli Stati Uniti post-Trump, vantando una forma di riconoscimento internazionale.
Tuttavia, l’accordo appare modesto nei numeri e incerto nella sua implementazione. Più che un passo avanti rispetto alla guerra commerciale in corso, sembra un tentativo di tornare alla situazione precedente al 5 aprile, quando i nuovi dazi statunitensi avevano improvvisamente colpito gran parte dei partner storici.
Attualmente, gli Stati Uniti rappresentano il principale partner commerciale del Regno Unito, con il 17,7% del totale degli scambi e una particolare centralità nel settore automobilistico. Non a caso, Jaguar Land Rover aveva sospeso le esportazioni verso gli USA dopo l’introduzione dei nuovi dazi. Il Regno Unito, invece, è solo l’undicesimo partner commerciale degli USA, anche se sale al quarto posto per le esportazioni americane. Un dato che riflette l’asimmetria del rapporto e la difficoltà per Londra di negoziare in posizione di forza, specie dopo la Brexit.
Le promesse mai mantenute del post-Brexit
Di un grande accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito si parla sin dai tempi del primo mandato Trump e della Brexit. Quando Boris Johnson che allora godeva di una forte sintonia con il presidente americano. Ma quell’intesa strutturale non è mai arrivata, e l’accordo annunciato ora, sebbene positivo sul piano diplomatico, non ha le caratteristiche di un patto strategico ampio.
L’intesa USA-UK potrebbe rappresentare un’apertura dopo settimane di tensioni, ma non è la svolta attesa. Si muove ancora entro i confini di una diplomazia commerciale tattica, fatta di quote, dazi ridotti e annunci enfatici. Resta da vedere se davvero questo sarà il primo passo verso un nuovo assetto commerciale globale. O se sarà solo una tregua temporanea in una guerra dei dazi sempre più caotica e politicizzata.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





