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USA, calcio femminile: raggiunta l’eguaglianza degli stipendi

A due anni dalla quarta vittoria ai mondiali della nazionale di calcio femminile americana nel 2019 la Federazione USA ha preso la decisione di permettere a giocatori e giocatrici di guadagnare la stessa paga e dividere in parti uguali i bonus della FIFA. Finalmente si può parlare di eguaglianza di stipendi in USA.

Per giungere a questo punto il processo è stato più che faticoso, costellato di diverse cause in tribunale partite proprio dopo quella patita dei mondiali, durante la quale allo stadio si alzò un solo coro: “Stipendi uguali!”.

La vittoria della battaglia per l’eguaglianza

A capo della disputa, la cui vittoria era in realtà attesa da molto e molti, si sono poste principalmente le due stelle americane del calcio femminile Megan Rapinoe e Alex Morgan. Le due avevano lanciato anni fa la battaglia per l’equiparazione degli stipendi ed erano di recente riuscite a raccogliere anche il sostegno dello stesso Presidente statunitense Joe Biden. Il Presidente considera infatti la parità di stipendio tra uomini e donne una priorità nella sua amministrazione.

Fino ad oggi le giocatrici della nazionale americana hanno guadagnato il 40% in meno dei loro colleghi uomini. Dunque l’eguaglianza raggiunga è motivo di grande orgoglio per il Presidente della Federcalcio americana Cindy Parlow Cone, che ha commentato: “Nessun altro Paese ha mai fatto questo. Dobbiamo essere orgogliosi, è veramente un passo storico”. La decisone presa dalla Federazione calcio USA di un’eguaglianza di stipendi tra calciatori e calciatrici in USA resterà per il momento in vigore fino al 2028 e coprirà i prossimi quattro mondiali.

La storia della battaglia

Quella del divario tra i guadagni degli atleti in base al genere è una questione che si dibatte in realtà da moltissimi anni nell’ambiente sportivo. Pioniere di questa battaglia sono state le tenniste statunitensi che nel 1973 ottennero l’equiparazione del premio finale agli Us Open. Ci vollero poi 28 anni perché gli Australian Open, altro torneo del Grand Slam, perdessero la medesima decisione nel 2001. Fino ad arrivare al 2007 con la volta di Wimbledon, seguita a distanza di qualche settimana dal Rondai Garros.

La torcia della battaglia è poi passata nelle mani delle sorelle Williams, tra le quali proprio Serena, con le veterana Pam Shriver e Billie Jean, ha quest’anno accettato gli Internazionali di Roma per l’enorme scarto, più della metà, tra il montepremi assegnato al vincitore del torneo maschile, 836.355 euro, e quello femminile, 332.260. Alle tre campionesse americane va anche riconosciuto ilm merito di aver lanciato l’idea di creare un sindacato per acquistare l’Open d’Italia femminile e mettere fine alla disparità anche a costo di trasferirlo in un’altra città. 

Ginevra Mattei

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