Vaccino Covid, Moratti (FI): “Distribuzione in base al Pil”. Poi la smentita

La Vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, gela l’opinione pubblica: “Ripartire il vaccino anti-Covid anche in base al Pil della Regione”. Ma poi aggiusta il tiro

Ti vaccino se produci

Dopo i tagli da parte della Pfizer/ Biontech sulle scorte di vaccino anti-Covid, ecco che la Vicepresidente della Regione Lombardia propone l’impensabile: “Ripartire le scorte in base ai redditi delle Regioni“. E così la neo assessora al welfare, Letizia Moratti, ha portato davanti al Commissario Arcuri una richiesta di distribuzione dei precetti vaccinali che tengano conto del contributo che le regioni danno al Pil nazionale. Concorde sulla questione anche Fontana (Presidente della Lombardia) che ribadisce: “La Vicepresidente Moratti sulla distribuzione dei vaccini ha chiesto una serie di integrazioni che mi sembrano estremamente coerenti e logiche; ascolteremo cosa ne pensa Arcuri”.

La lobby del vaccino

In altre parole, chi meno produce per il paese può tranquillamente continuare a soccombere nell’inferno dell’epidemia. Una proposta graffiante che tocca lo sdegno pubblico, riscuotendo aspre critiche. Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, prende le distanze dalla Regione: “Vaccini in base al Pil? Mi cadono le braccia“. Gelo anche da parte del Ministro Speranza, il quale ha sottolineato come “la salute non sia un privilegio di chi ha di più“. Immancabile anche la replica del Presidente De Luca: “Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni”

Dall’affondo alla zona rossa

Dopo le parole “male interpretate” ecco che La Vicepresidente tenta di chiarire la situazione, sottolineando la necessità di ridiscutere la suddivisione di un’Italia a colori in base ai fattori economici delle regioni: “Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito: il Pil è un indicatore economico, finanziario che attesta l’attività in una Regione che è il motore dell’Italia. In questo senso la Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa“.

Guardare al “miglioramento vaccinale”

Qualche incongruenza e spiraglio di ragionamento dietro le ultime parole della Moratti, la quale spiega: “Ho fatto una riflessione, che ho voluto condividere anche con i capigruppo del Consiglio regionale, per proporre al commissario Arcuri di sviluppare in sede di conferenza Stato-Regioni un miglioramento del piano vaccinale. Gli spunti che intendo sottoporre al Commissario partono dal tema delle zone più colpite e potrebbero riguardare mobilità e densità abitativa: fattori di accelerazione della trasmissione del contagio“. Nulla da ridire. Se non fosse per la parafrasi economica che spiega come più vantaggi vengano dati alle regioni estremante produttive, con un ricalcolo globale sull’importanza vitale che tale fattore presta alla natura redditizia del nostro paese. In sostanza và comunque a sottolinearsi la brutale proposta di sostentare un’immunità di gregge (supportata dal vaccino) per quelle regioni geograficamente più virtuose.

Emanuele Battaglia

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