Moda

Valentino e la nuova Locò bag, il fascino urbano

La nuova borsa di Valentino Garavani è ispirata al fascino urbano. La Locò bag è un modello a tracolla e dalla forma allungata che rappresenta il movimento delle città e ricorda lo stile anni Novanta. Locò, il nome ispirato alle locomotive che rappresentano il design unico della nuova borsa con un riferimento all’urbanità.

La Locò bag è la novità firmata Valentino

La novità di Valentino Garavani è questa borsa a tracolla dalla forma compatta ed allungata dal sapore anni Novanta. La Locò bag è stata presentata per la collezione pre-spring 2022 dal famoso brand. La borsa è minimalista, dal fascino urban ed estremamente versatile, infatti la tracolla è removibile in modo tale da passare in un attimo da una shoulder bag ad una più elegante clutch. L’iconico VLogo Signature fa da padrone in un oro nella patta e la pelle laccata e luminosa riflette completamente lo stile Valentino.

Il nome della borsa Locò bag è un riferimento all’edonismo e al romanticismo. Se da un lato fa riferimento alle locomotive e rientra nell’immaginario urbano e movimentato, dall’altro lato il nome è anche un richiamo a “loco” latino che significa follia, pronunciato però alla francese. Vale a dire un nome senza limiti e senza confini geografici o linguistici. Un nome che vuole andare oltre portando in alto l’italianità.

Il restyling di Pierpaolo Piccioli e i nuovi packaging

La Locò bag è uno dei modelli simbolo del nuovo restyling proposto da Pierpaolo Piccioli, il direttore creativo della casa di moda. Il centro di questo processo è il “risignificazione”, ovvero la volontà di aggiungere ancora più valore ai simboli iconici di Valentino, come il VLogo Signature. In combinazione a questo restyling, la maison si sta dirigendo verso un nuovo packaging in linea con la sua filosofia sempre più sostenibile, che coinvolgerà tutti i processi dell’azienda. Le shopping bag utilizzate ora per la nuova borsetta saranno bianche con il VLogo Signature in rosso e in rilievo, ma soprattutto saranno composte da carta riciclata al 55%.

Camilla Tecchio

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