Musica

Vasco Rossi e “Bollicine”, l’album da un milione di copie

Quasi quarant’anni di “Bollicine”, sesto album di Vasco Rossi uscito nel 1983. La rivista “Rolling Stone” lo ha inserito nel 2012 al primo posto dei cento dischi italiani migliori di sempre. L’album, trasmesso a ripetizione da tutte le radio, restò il disco più venduto in Italia per l’intero anno.L’album è composto da 8 canzoni che colpiscono come bombe tutti i pilastri fondamentali dell’ordine sociale costituito: dall’intoccabile industria pubblicitaria (“Bollicine”) alla religione cristiana (“Portatemi Dio”); e, ancora, dal moralismo sessuale (“Mi Piaci Perché”) al perbenismo comportamentale (“Deviazioni”), senza nemmeno tralasciare il lato più romantico (“Una Canzone Per Te”) e nostalgico (“Ultimo Domicilio Conosciuto”) dell’anima del rock più autentico.

Vasco Rossi e la provocazione al consumismo

Vasco Rossi qui gioca e provoca, con Bollicine, parla di consumismo ma anche di cocaina e del consumo che in quegli anni se ne fa in maniera sconsiderata. Oltreché un attacco a radio e tv.La The Coca-Cola Company pensò inizialmente di denunciare Vasco Rossi per danno di immagine, poi pensò di chiedergli uno spot, ma Vasco rinunciò senza indugio. Una canzone per te: brano molto intimista, scritta per quella stessa oscura ragazzina di Zocca che gli aveva rubato il cuore, in cui la chitarra acustica è suonata da Dodi Battaglia, componente dei Pooh. Vita Spericolata: fu scritta da Tullio Ferro dei Luti Chroma,una band bolognese. E’ il brano più famoso del disco, il “Roxy Bar” della canzone è stato identificato col Roxy Bar di Bologna, dove i fan lasciano tuttora le loro firme, ma Vasco alludeva nel testo a Fred Buscaglione.

Il riferimento alle radio e la dichiarazione di Vasco

Tra le altre tracce dell’album figura anche Ultimo domicilio conosciuto, ispirata alla battaglia delle radio private, tra cui la sua Punto Radio, contro la chiusura da parte della Escopost. 

E all’epoca sembrava che… se la droga esisteva e circolava era… anche per colpa miaPerché si sosteneva che io inneggiassi allo sballo e all’uso della droga attraverso le mie canzoni. Tra le mie canzoni alle quali questa accusa veniva rivolta, “Bollicine” stava in vetta. Molti, addirittura, mi accusarono di essere sponsorizzato dalla “Coca-Cola”! Mentre la The Coca-Cola Company, che l’ha sempre saputa lunga, mi chiedeva i soldi per uso improprio del marchio e per danno di immagine! C’era già, perlomeno, anche chi aveva compreso subito la critica sarcastica, ironica, impietosa… e inedita (!) che, attraverso un’orecchiabile ma irriverente parodia, io avevo mosso all’intera, potente, intoccabile, incontrastabile …e sacra (!) industria pubblicitaria.

Vasco Rossi

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