Sono le 20:45 quando le luci si spengono e Vasco Rossi in un cielo ancora azzurro sul quale da poco il sole si è congedato, arriva sul palco dello Stadio Olimpico accolto da un boato dei presenti.
Il komandante del rock italiano è ritornato nella capitale a distanza di due anni dalla doppietta nell’ormai tradizionale venue romana (eccezion fatta per lo show al Circo Massimo nel 2022), che si è infiammata dalla sua prima bomba sganciata, quella Vita Spericolata capace di abbracciare cinque generazioni che hanno sognato e continuano a sognare la loro vita ad alta velocità, spregiudicata, senza regole e fatta di amicizie cementate dal mitico Roxy Bar. Un inizio travolgente, nel quale il Blasco spiana la strada al rock’n roll show, sganciando un poker conclusosi con Valium, prima di virare verso la super ballad che ha regalato momenti da pelle d’oca in Vivere, in una delle giornate più calde dell’estate romana.
Vasco Rossi, la prima data del 2025 allo Stadio Olimpico






In questo rollercoaster adrenalinico il registro rimane alto, quando le chitarre di Stef Burns e Vince Pastano preannunciano l’arrivo di Gli spari sopra (“Dedicata a tutti i farabutti che governano il mondo”) uno dei brani più attesi dello show che ha fatto tremare lo Stadio Olimpico. Continua il viaggio nel passato con un altro riconoscibilissimo riff quello di Un Gran Bel Film, accompagnato dal pubblico che scandisce battendo le mani, mentre il Blasco intrattiene i presenti citando una delle hit del collega ed amico Zucchero (Con Le Mani, ndr)
La potenza e l’imponenza dei brani del rocker di Zocca è un flusso inarrestabile, anche quando arrivano produzioni più recenti come Basta Poco e Buoni O Cattivi, legate all’ultimo ventennnio ma ben metabolizzate dalla fanbase e divenuute nuovi grandi classici, celebrati insieme al padrone del palco. Si ritorna agli anni Novanta quelli che hanno consacrato Vasco con i primissimi concerti a San Siro (portando allo stadio meneghino 75mila persone per un artista italiano numeri che all’epoca riuscivano ad avere solo star internazionali) , quando firmava una delle sue hit C’è chi dice no. tra i brani che risuonano attuali a distanza di oltre 30 anni.
Continua a saltellare da un decennio ad un altro, quando passa da La Strega a Cosa Vuoi Da Me in un medley dove salgono i bpm e che catalizza il pubblico verso uno dei momenti diventati marchio di fabbrica dei live vaschiani, quando negli stadi risuona il sussurrato che apre Rewind, pronta ad esplodere anche questa sera nell’Olimpico diventato incandescente. Un fuoco che neanche la dolcezza di Adesso che tocca a me riesce a domare. Arriva la liturgia dello show, quando le tastiere di Alberto Rocchetti confezionano gli accordi della celebre di Sally, dove il pubblico di Vasco si fondono in un’unica voce, che semina brividi e lacrime anche a chi ha parecchi concerti del Blasco sulle spalle.
Dopo 2 ore e 45 di rock’n’ roll show, poco prima del classico saluto con Alba Chiara l’artista sventola una bandiera della pace consegnatagli da Don Ciotti alla prima data di Torino lanciando un monito: “Basta con Tutte le stragi, basta con la guerra a Gaza…Noi siamo la pace, l’amore e la musica, siamo la vita spericolata ed abbiamo celebrato la vita in questo momento oscuro”.
Vasco Rossi scaletta Stadio Olimpico del 27.06.2025







- 1. Vita spericolata
2. Sono innocente
3. Manifesto Futurista Della Nuova Umanità
4. Valium
5. Vivere
6. Mi si escludeva
7. Gli spari sopra
8. Quante volte
9. Ed Il Tempo Crea Eroi
10. Un gran bel film
11. Vivere non è facile
12. Buoni o cattivi
13. Basta poco
14. Siamo qui
15. C’è chi dice no
I6. Io Perderò
17. Medley : La strega / Cosa vuoi da me / Vuoi star ferma / tu vuoi da me qualcosa/ Una canzone per te / Va bene va bene così
18. Rewind
19. Adesso che tocca a me
20. Senza parole
21. Sally
22. Se ti potessi dire
23. Siamo solo noi
24. Canzone
25. Alba Chiara
Le immagini sono di © Ludovica Casula
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