Il Male è una forza costante e talvolta paziente. Alberga in ognuno di noi e può nascondersi persino dietro la facciata di una cittadina placida e innocente. Un concetto espresso chiaramente da David Lynch nel suo capolavoro televisivo “Twin Peaks” ma anche fulcro del precedente “Velluto Blu”. Un film affascinante e inquietante in cui la poetica di Lynch raggiunge il suo apice.

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Velluto blu. PhotoCredit: Web

Uno strano mondo

La città di Lumberton sembra uscita da una cartolina. Case graziose, gente amichevole e nessuna preoccupazione. Un luogo che ha dato i natali a Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan), giovane di buon cuore appena tornato a casa che trova su un terreno abbandonato un macabro reperto: un orecchio umano. Consegnata la “prova” allo sceriffo Williams, Jeffrey decide di indagare per conto suo con la complicità della figlia dello sceriffo, Sandy (Laura Dern).

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Velluto Blu. PhotoCredit: Web

Addentrandosi nei meandri più oscuri del suo paese, Jeffrey diventa spettatore (e noi con lui) di un mondo violento e perverso, popolato da donne vittime di loro stesse (la Dorothy Vallens di Isabella Rossellini) e dei soprusi di mostruosi individui come lo psicopatico Frank Booth (Dennis Hopper). Una realtà dominata dall’oscurità in attesa che l’amore ritorni a bilanciare tutto. Un amore personificato, secondo Sandy, da dei metaforici pettirossi ma purtroppo anche un sentimento che viene spesso traviato da esseri malvagi come il folle Frank, capace di picchiare una donna per eccitarsi sessualmente ma anche di commuoversi di fronte alle performance canore di Dorothy e dell’eccentrico Ben (Dean Stockwell). Questo è l’universo di David Lynch e bisogna accettarlo per quello che è.

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Velluto blu. PhotoCredit: Web

We’re together in dreams, in dreams

Velluto Blu” è probabilmente il film più “terra a terra” di David Lynch ma, forse proprio per questo motivo, anche uno dei più tenebrosi. Non ci sono le derive surreali di “Eraserhead” o “Twin Peaks” e nemmeno i deliri dei successivi “Cuore selvaggi” o “Strade Perdute” ma piuttosto una storia grottesca eppure tristemente ancorata alla realtà. In “Velluto Blu” il Male assume molteplici forme, alternandosi tra violenza cieca e follia a tratti onirica (la serata di Frank dal “soave” Ben), e Lynch stesso ci si immerge con una curiosità quasi morbosa.

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Velluto blu. PhotoCredit: Web

Velluto Blu” non è però una discesa negli inferi gratuita. Proprio come la bella e vulnerabile Dorothy Valance, questo è un film che ci ipnotizza con la sua eleganza di facciata per poi sconvolgerci con la sua umana fragilità. E noi, insieme a Jeffrey e Sandy, ne veniamo investiti, affogando nell’oscurità per poi uscirne migliori e luminosi. Come in un sogno popolato da pettirossi.

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Velluto blu. PhotoCredit: Web

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