Si è tenuta la conferenza stampa a Venezia 81 di Iddu (Sicilian Letters), il nuovo film in concorso di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Tratto dai pizzini scritti dal boss latitante Matteo Messina Denaro, nel cast troviamo Toni Servillo e Elio Germano. Tra gli altri anche Daniela Marra, Barbora Bobulova, Giuseppe Tantillo, Fausto Russo Alesi, Antonia Truppo, Tommaso Ragno, Betti Pedrazzi e Filippo Luna. Il film uscirà il 10 ottobre nelle sale con 01 Distribution.

La sinossi recita così: “Sicilia, primi anni Duemila. Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto. Quando i Servizi segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in circolazione, Catello coglie l’occasione per rimettersi in gioco. Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità, Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca di approfittare. Un azzardo che con uno dei criminali più ricercati al mondo comporta un certo rischio…

Venezia 81: Iddu e la figura di Matteo Messina Denaro

La conferenza si apre con una domanda per i registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Il film è stato concepito anni prima dell’arresto di Matteo Messina Denaro. Sulla base di quali materiali avete lavorato sulla sceneggiatura e se l’arresto ha contribuito a ridefinire la storia. “Lo studio di Messina Denaro è iniziato anni fa, uno studio lungo e complicato. A lungo questa figura è stata sottovalutata, non si è capita la sua importanza. Ci siamo basati principalmente su sentenze e atti giudiziari. E abbiamo studiato i numerosi pizzini e il carteggio tra ex sindaco di Castel Vetrano e il boss messo in piedi dai servizi segreti. Una decina di lettere dove Messina Denaro si dilungava parecchio su sé stesso ed emergeva il ritratto piscologico sia di Denaro che del sindaco. Abbiamo riconosciuto in questo epistolario il seme per una possibile storia. Abbiamo raccolto i fatti realmente accaduti anche se sembrano fin troppo assurdi per essere veri. E dopo l’arresto son arrivati tanti altri materiali, che si sono aggiunti a quelli che avevamo. Ci siamo resi conto che il ritratto che avevamo messo a fuoco era fedele e abbiamo proseguito il lavoro.

Una domanda per Elio Germano. Il personaggio di Denaro resta molto misterioso. Ti eri fatto un’idea vicina al personaggio leggendo questi dati, e se da lì emerge già una figura. “È evidente nella letteratura dei processi si descrive una persona per quello che fa, principalmente. Il suo lato umano esce fuori dai suoi pizzini. Questo gusto e necessità di dimostrarsi superiore degli altri è un tratto principale della sua personalità. Poi dopo l’arresto, quando son arrivate le registrazioni della sua voce, ci si rende conto di essere davanti a un essere umano. E questo è perturbante perché vuol dire che dentro ognuno di noi si nasconde ala possibilità di diventare così. E questi valori che la mafia difende e rivendica in questo momento storico vengono esaltate, portandoci ad una rappresentazione ancora più vera.

Venezia 81: Iddu e Toni Servillo

Venezia 81 Iddu

Si prosegue con una domanda per Toni Servillo. Il personaggio di Catello ha a che fare con due personaggi. Messina denaro che è molto diverso da lui. E Emilio Schiavon è l’atro con cui ha più cose in comune. Ci racconti di questa doppia relazione. “Quando ho letto la sceneggiatura ho trovato tutto talmente inverosimile che si è aperta per un attore una strada di verosimiglianza. Lavorare su un personaggio che deve recitare è estremamente appassionante. Catello è un saltimbanco assediato dalla disperazione che utilizza gli strumenti di una cultura da preside di provincia per accettare questo rischio: mettere a posto la sua condizione di ex carcerato patteggiando con i servizi segreti la cattura di Denaro. E lo fa ricorrendo a questa cultura da maschera. Ma quello che è affascinante, è che lui ogni volta che si presenta è come se andasse in scena, recita in ogni situazione. Il mio personaggio da al film una cifra grottesca ma nell’intenzione di Fabio e Antonio siamo lontani dall’innocua atmosfera della farsa ma nell’inquietante atmosfera del grottesco, dando senso superiore alla realtà. Per coglie il tragico dietro alla comicità di certe situazioni. Spero che il pubblico si chieda com’è possibile che un paese come il nostro, che vanta una cultura che il mondo ci invida non riesca a opporsi ad universo di tali mediocrità.

Messina Denaro e le donne

Venezia 81 Iddu

Si è letto moltissimo sul rapporto con le donne di Denaro. Qui emerge molto poco. Come mai? Rispondono i registi: “il suo rapporto con le donne è ciò che fa di questo boss una figura peculiare. Denaro non si è mai sposato, diversamente da ogni altro boss. Abbiamo voluto mettere a fuoco il rapporto con il padre perché pensiamo che quel rapporto nasconda un patriarcato patologico che crea frutti malati. Non ci ha sorpreso ciò che è emerso nel suo rapporto con il sesso e il femminile. Ma ci sembrava di aver detto il giusto.

Barbara Bobuľová continua: “quando ho ricevuto le pagine ero molto perplessa. Io credo che Lucia sulla carta sia un personaggio che può essere interpretato in tantissimi modi. Piena di mistero che nascondeva il vero io di Lucia. E mi hanno dato tantissima fiducia, soprattutto all’inizio quando ero più spaventata, soprattutto dall’accento. E devo ringraziare tutti“. Interviene poi Daniela Marra. “Non c’era un riferimento preciso per il mio personaggio. I registi mi hanno accolto e hanno accolto le mie proposte. Sono partita dagli elementi di sceneggiatura per costruire il personaggio. E anche i costumi sono stati fondamentali per la sua costruzione, per la sua ossessione per la cattura di iddu. Diventa una vera e propria ossessione per lei.

La conferenza si chiude con una domanda ai protagonisti. Cosa sperate possano dare al pubblico questi personaggi e cosa hanno lasciato in voi? Risponde con la sua classe Toni Servillo: “non so rispondere più a come si entra dai personaggi. Cerco di partorirli e se rimangono nella memoria di chi guarda allora ho fatto un buon lavoro. Io fuggo dalla retorica del ‘ personaggio che resta dentro di me’. Se il mio lavoro è servito a raccontare la complessità di questo fenomeno il nostro lavoro modesto di interpreti ha funzionato. Quello che mi interessa è ciò che rimane dentro di te non di me.” Conclude Elio Germano: “quello che abbiamo fatto è raccontare la piccolezza di due esseri umani che si sentono giganti. Ed è esattamente quello che vogliamo raccontare nel film.

Alessandro Libianchi

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