Si è appena conclusa una delle ultime conferenze stampa direttamente dal lido di Venezia. Kjærlighet è l’ultimo dei film a Venezia 81 in concorso che verrà proiettato e uno degli ultimi ad essere presentato al pubblico. Il festival si chiuderà domani con Horizon: An American Saga 2 di Kevin Costner e L’orto Americano di Pupi Avati, entrambi fuori concorso. Kjærlighet (Love) è diretto Dag Johan Haugerud. Il film è il secondo capitolo di una trilogia tematica dedicata alle forme dell’amore, iniziata con Sex, presentato a Berlino e che si concluderà con Drømmer (Dreams). Scritta e diretto dallo stesso Haugerud, la pellicola vede nel cast Andrea Bræin Hovig, Tayo Cittadella Jacobsen, Marte Engebrigtsen, Lars Jacob Holm, Thomas Gullestad, Marian Saastad Ottesen e Morten Svartveit.
La sinossi ufficiale recita così: “Marianne, una dottoressa pragmatica, e Tor, un infermiere compassionevole, stanno entrambi evitando le relazioni convenzionali. Una sera, dopo un appuntamento al buio, Marianne incontra Tor sul traghetto. Tor, che spesso passa lì la notte in cerca di incontri fortuiti con altri uomini, le racconta di esperienze di intimità spontanea e di importanti conversazioni. Incuriosita da questa prospettiva, Marianne inizia a mettere in discussione le norme sociali e si chiede se tale intimità casuale possa essere un’opzione anche per lei. Kjærlighet è parte della trilogia Sex Drømmer Kjærlighet.“
Venezia 81: Kjærlighet parte di una trilogia

La conferenza stampa si apre con una domanda per il regista. L’intero progetto della trilogia come è stato concepito e cosa l’ha indotta a parlare di queste dimensioni umane? “Inizialmente volevamo creare un corto che riguardasse il sesso. Ho scritto il copione ma mi sono reso conto che fosse più consono un lungometraggio. Da lì è partita l’idea di affrontare tre diverse dimensioni. Credo come tema il sesso sia interessante esplorarlo in modo più concreto, diretto. E in tre film si possono affrontare tre livelli, tre prospettive della stessa tematica. E se si conoscono bene gli attori con cui si lavora, sai come interpreteranno i personaggi. Quindi ho scritto i personaggi pensando già a chi li avrebbe interpretati. Sapevo come tirar fuori da loro ciò che volevo.“
Tayo Cittadella Jacobsen aggiunge: “il regista è bravissimo nel fare del coaching agli attori spiegando esattamente cosa vuole dai personaggi e da noi. Crea un mondo facile da esplorare in cui ci sentiamo liberi di dare suggerimenti, di mettere del nostro. E devo ringraziarlo per questo.” Andrea Bræin Hovig conclude l’intervento: “Johan ha questa abilità nel mettere insieme le persone e, anche se non si conoscono da prima, capisce immediatamente che tipo di chimica possa esserci tra tra loro. E ci fidiamo ciecamente di lui.“
Lars Jacob Holm: “ci ha invitato a partecipare alla scrittura e quindi prima delle riprese abbiamo avuto tanti confronti sul copione, sulle intenzioni. Essere parte del processo di scrittura aggiunge valore all’intera esperienza e crea una fiducia incredibile.“
Venezia 81: Kjærlighet e le tematiche

Arriva una domanda per il regista. Questa idea che l’ha indotta a creare un’atmosfera di quiete che contrasta con il dolore come è nata? La musica ha fatto parte del processo? “Queste tematiche possono essere raccontate in modo conflittuale, cupo. Per me l’approccio più interessante è quello della calma e della gentilezza. Perché anche questo aspetto è qualcosa che cerco sempre di inserire. La gentilezza è una lente con cui interpreto la realtà. C’è però anche un dramma e un conflitto latente e una parte di romanticismo molto presente. Abbiamo cercato di usare la musica in modo diverso dalla consuetudine. Volevamo che ci fosse una musica che si rendesse protagonista, soprattutto nel primo episodio del film.“
La tematica del film, questa tensione che è in sottotono. È come se tutti i protagonisti vivessero una difficoltà latente e fumosa. È qualcosa che ha pensato da subito o che ha portato alla luce attraverso l’arte cinematografica? “Io credo che le sfumature vengano soprattutto dai dialoghi. C’è una lotta riguardo tematiche di sesso e amore, ma anche per quanto riguarda la vita. I protagonisti principali del film sono contenti della loro vita, ma non sanno come vengono percepiti esternamente. E questo li rende frustrati e fumosi.” Andrea Bræin Hovig: “il mio personaggio non ha grandi problemi ed è raro per un personaggio femminile. Lei, invece, è in strada, si sente benissimo ma le persone intorno la osservano come se volessero farla sentire male. Il mondo intorno la guarda con gli occhi della compassione, senza apparente motivo. Dovremmo imparare a lasciar scegliere per se stessi, senza giudizio.“
Venezia 81: Kjærlighet e il lavoro degli attori

Marte Engebrigtsen lei nel film interpreta un amica e l’opposto della protagonista. “Si, la mia protagonista sente di dover aiutare Marianne trovando delle soluzioni ai suoi presunti problemi. In realtà, è proprio lei a combattere con i suoi demoni interiori. Le sue intenzioni sono buone, ma quello che fa non sempre è il benvenuto. Però è una forma d’amore anche questo, amare chi ritieni meritevole del tuo amore. “
Una domanda per il regista. C’è una certa onestà nel rappresentare queste persone. In questo film la ricerca è di serenità, invece che di felicità, attraverso l’amore. Come nasce questa ricerca? “Abbiamo proceduto nel modo standard. Abbiamo letto al tavolo, prove, studio dei personaggi. Ho scritto una bozza principale che ho inviato agli attori che hanno fatto i loro commenti e ho modificato il copione in base ai suggerimenti. Ho reiterato questo processo per circa un anno finché il copione non era perfetto per gli attori e per me.“
Segue una domanda per gli attori. Voi interpretati i protagonisti che si incontrano per caso e questa relazione che nasce per caso si evolve fino a diventare una storia di “incontri sessuali“. Come avete fatto a sviluppare questa relazione? “Abbiamo lavorato molto insieme. molte prove, abbiamo parlato molto insieme e abbiamo fatto tanti esercizi. Deve esserci una gran connessione tra di noi per poter restituire la verità dei personaggi sullo schermo. E anche la presenza di un coreografo sul set è stato fondamentale per creare un collegamento a livello fisico e questa fiducia su cui lavorare.“
La sfida produttiva di girare una trilogia

Una domanda per regista. Perché “sesso amore e sogni” per questa trilogia? perché questo ordine e quando vedremo dreams? “Sogni non è ancora stato presentato. Abbiamo seguito l’ordine che ci sembrava migliore per Venezia. Dreams è in realtà un ritratto più intimo di una singola ragazza. Andiamo a descrivere quindi tre generazioni di donne.” Arriva un’altra domanda. Il film parla di personaggi che in altri film avrebbero una connotazione drammatica. Qui invece sono quieti, rimangono calmi. È vero che si è concentrato su come risolvere i problemi più che farli esplodere? “La figura dello psicologo nel film è fondamentale. Lui stesso dice di parlare, di risolvere i problemi attraverso la comunicazione e, soprattutto una comunicazione migliore.”
Ultima domanda per i produttori. Questo è un progetto con una certa estensione temporale. È stata una sfida lavorare a tutti e tre i film? “Fare un film è sempre una sfida. Questo, in particolare è un progetto ambizioso. La trilogia di Kieslowski ci ha affascinato e quindi anche questa trilogia ci ha subito rapito. E siamo partiti subito con l’ambizione di presentarli ai vari festival. Ci siamo quindi messi in moto praticamene da subito. Cinque anni fa eravamo qui a Venezia e avevamo pensato ad un corto che si è trasformato in una trilogia, in modo da suddividere la tematica. Ero sicuramente preoccupato all’inizio mi sembrava troppo ambizioso. Ma le riprese andavano benissimo e funzionavano. Finito un film abbiamo iniziato a girare il successivo, con la stessa troupe, elemento che ha aiutato tantissimo la produzione.“
Alessandro Libianchi
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