Il secondo giorno di Venezia 82, ha visto il ritorno di Jorge Lanthimos in concorso presentare il nuovo film Bugonia, due anni dopo la vittoria con Povere Creature. Alla conferenza hanno preso parte insieme al cineasta greco i protagonisti Emma Stone e Jesse Plemons, con lo sceneggiatore Will Tracy ed il direttore della fotografia, Robbie Ryan.

Lanthimos inizia l’incontro con la stampa partendo dalla genesi del nono lungometraggio, remake del film coreano del 2003 Jigureul Jykeora! diretto da Jang Joon-Hwan : “Ho letto la sceneggiatura meravigliosa di Will Tracy, nella quale sono stato coinvolto, ho pensato che fosse divertente e di grande intrattenimento, ma al tempo stesso avesse un grande impatto e ti portasse a riflettere. Ho voluto realizzarlo subito perchè pensavo fosse rilevante tre anni fa ed a maggior ragione ai giorni nostri”. Si è parlato anche di distopia presente nel film come strumento narrativo Lanthimos aggiunge: “Gran parte della distopia riflette il mondo reale, non lo definirei dispotico, poiché se ci penso mi vengono in mente immagini del futuro…Credo che questo film dica questo è quello che succede adesso ed è diventato più significativo man mano che passasse il tempo, le persone dovranno scegliere un cammino corretto perché non so quanto tempo ci possa rimanere a disposizione, spero che riusciremo a far riflettere le persone”.

Venezia 82, il ritorno di Yorgos Lanthimos con “Bugonia”, le parole del regista e dei protagonisti

Per il film è stato utilizzato un nuovo formato fotografico, che il regista ha già sperimentato in parte nel precedente Povere Creature: “Questa volta L’abbiamo usato per l’intero lungometraggio apportando degli ostacoli tecnici con il supporto di strumenti vintage, allungando i tempi di realizzazione. Sono molto felice del risultato”. Successivamente, le attenzioni si spostano su Emma Stone, che ha parlato del ruolo di una donna potente di successo e di un parallelismo con Jay Kelly (film che sarà presentato nella giornata odierna) e sulla gestione del successo: “Non ho visto Jay Kelly, però credo che ci sia un aspetto difficile, una risposta potrebbe essere lunga per una conferenza ma credo che tutti ci confrontiamo con questo aspetto. Questo modo nel quale ci vediamo fuori dal mondo, possiamo ritrovarci in questo film. Le persone pensano di conoscerci e di poter esprimere qualsiasi opinione. Sul rapporto professionale con il regista, l’attrice ha aggiunto:

“Amo lavorare con lui ed il materiale che vuole esplorare nei personaggi, mi da l’opportunità di esprimermi. Noi abbiamo lavorato molte volte una delle cose piu belle di lavorare con lui (l’attrice è alla terza collaborazione, ndr) è che inviti le stesse persone. Alla fine ci si sente in un ambiente molto sicuro nel quale possiamo essere molto liberi…Io mi sono sempre sentita così di lavorare su questi temi e che posso esplorare questo sogno, c’è stato così tanto su cui lavorare, è una storia che riflette la nostra società raccontata in un mondo affascinante e divertente”

In conferenza interviene il co-protagonista Jesse Plemons parlando dell’approccio al suo ruolo: “Ho trovato tutto nella sceneggiatura, quello che è il viaggio l’esperienza del pubblico quando guarda un film è molto simile alla mia…C’è sempre stata nella storia una sorte di istinto umano che ci porta ad etichettare tutto. Ho inteso questo personaggio come un’anima in pena che cercava con tutte le sue forze di “voler solo aiutare”, credo che fosse autentico, un lavoro continuo di scoperta ogni giorno. Ci sono state un milione di cose che mi hanno aiutato”