Si è finalmente aperta l’82esima edizione del Mostra del Cinema di Venezia. Quest’anno, una delle edizioni più attese degli ultimi anni, con una Kermesse ricchissima come non si vedeva da diversi anni. E, come da diversi anni a questa parte, Alberto Barbera è il direttore artistico della Mostra, colui che è riuscito a riportare Venezia ai fasti di un tempo dopo diversi anni di crisi artistica e istituzionale. Sul red carpet sono stati tantissimi gli attori, registi e vip che si sono susseguiti prima dell’apertura ufficiale del Lido. Da Sorrentino e Servillo – che apriranno la Mostra con il loro La Grazia, la cui conferenza si è tenuta oggi, il Ministro Giuli, Tilda Swinton, Francis Ford Coppola, Werner Herzog fino a Pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti.

Nel frattempo, questa mattina, una ventina di persone ha organizzato un flash mob sul red carpet con un messaggio ben chiaro: “Free Palestine”. La mobilitazione è iniziata da giorni, a partire dalla lettera aperta di Venice4Palestine che ha raccolto oltre 1500 firme di artisti, giornalisti e attivisti italiani e internazionali. Rispetto alle richieste di esprimere una linea su Gaza “la nostra posizione è che da un lato siamo la principale istituzione culturale italiana, un luogo di apertura, di discussione, di dibattito, che non esercita alcuna forma di censura nei confronti di nessuno. Per questo rispediamo al mittente la richiesta di escludere degli artisti se intendono presenziare alla Mostra del Cinema. E dall’altra parte non abbiamo mai esitato a esprimere e a dichiarare chiaramente la nostra enorme sofferenza di fronte a quello che sta succedendo a Gaza e in Palestina“, ha detto il direttore Alberto Barbera in occasione della presentazione delle giurie.

Venezia 82: la cerimonia d’apertura

Venezia 82: Werner Herzog Leone d'Oro alla Carriera - Ph © Ludovica Casula

La cerimonia d’apertura del Mostra del Cinema di Venezia si aperta puntualmente alle ore 19. Grandi applausi per una meravigliosa Emanuela Fanelli danno inizio ufficialmente alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra un presa in giro a sé stessa, alla cerimonia e a chi la segue da casa. Fanelli puntualizza il fatto che quello di Venezia non sia un Festival ma una Mostra, dove l’arte e la cultura non gareggiano. “Ci aspettano giornate di grande cinema e di tanti, troppi film che non capiremo ma ci imbarazzeremo a confessarlo e quindi millanteremo competenze tecniche che non possediamo, io per prima. Il cinema ha un rapporto emotivo con il pubblico, non tecnico. Un classico di queste circostanze è quello di parlare della prima volta al cinema. La mia prima volta vidi La Sirenetta e mi ricordo molto bene un emozione in particolare: la paura. Perché Ursula mi spaventò moltissimo, mi misi a piangere e saltai in braccio a mio padre. Mentre io piangevo e chiedevo di andare a casa lui mi guardò e mi disse: ‘ma come, guardala bene, ma non lo vedi che è identica a zio Mimmo?’ Così dicendo mi fece ridere e smontò le mie paure. Tutto ciò per dire che quello che mi è rimasto della mia prima volta a cinema è stata la strategia per affrontare la paura, la risata. Si impara a riconoscere le emozioni, le proprie e quelle degli altri. E al cinema vediamo la migliore versione di noi. Soffriamo per dolori di estranei che non esistono come se fossero i nostri. Pensate se avessi lo stesso gradi di empatia anche fuori dalla sala. Se fossimo sempre quelle persone che esultano per i successi altrui e soffrono per le sofferenze e vivono le vite degli altri come se fossero le proprie. Vivremmo in un momento storico migliore e sarebbe meno ingiusta stare al mondo. Da stasera e per undici giorni avremmo modo di risvegliare quella parte di noi grazie a questi film in concorso che, evidentemente se sono qui, non sono stati presi a Cannes”.

E ora la consegna del Leone d’Oro alla carriera al “vero erede del romanticismo tedesco: Werner Herzog“. Segue un montaggio dei suoi capolavori come Fitzcarraldo, Aguirre, furore di Dio e Nosferatu, il principe della notte. Herzog si commuove visibilmente vedendo il video. Una carrellata di dietro le quinte, immagini di repertorio, girato e ritrovato accompagnano la vita cinematografica di un vero maestro vivente. Un lunghissimo applauso conclude l’emozionante montaggio. E un grandissimo regista non può che essere premiato da un altro grandissimo regista: Francis Ford Coppola, sul palco per la Laudatio. “Buonasera a tutti. Sono venuto qui per premiare Herzog. Un regista poliedrico di film meravigliosi, che continua a lavorare a documentari altrettanti meravigliosi. La sua vita ha riempito le pagine di ogni enciclopedia, libri che ha scritto, opere che ha diretto, ruoli in cui ha recitato. Non è semplicemente stato in grado di riempire le pagine delle enciclopedie, Werner è un’enciclopedia. Una figura così piena di creatività esuberante che Denis Diderot dovrebbe tornare e riavviare tutto il suo progetto dopo l’arrivo di Werner Herzog. Lodare Werner Herzog non basta. Dovremmo celebrare il semplice fatto che uno come lui possa esistere. Werner è emerso come un fenomeno illimitato lavorando in ogni angolo del cinema. Il suo lavoro è esploso nella mia vita con L’Enigma di Kasper Hauser, Aguirre, fuore di Dio, Stroszek, Fitzcarraldo. Non ho mai visto film come questi, tutti unici e molto diversi l’uno dall’altro, tutti magnifici“.

Venezia 82: Werner Herzog Leone d’Oro alla Carriera

Herzog sale sul palco per ritirare il premio e viene accolto con un “auguri” in italiano di Coppola. “Grazie mille. Grazie Biennale e al Festival. è bellissimo incontrare i miei colleghi e il pubblico. Ora sembra strano avere un leone con le ali anche se mi sono sempre sentito elefante nella stanza. Infatti il mio documentario di domani si chiama ‘Ghost Elephant’. Non parla di elefanti ma del loro spirito e domani vorrei riunire questo iconico leone con le ali con il mio elefante fantasma. Voglio ringraziare il generosissimo Francis. Ci conosciamo da 50 anni e mi ha aiutato quando non avevo nulla a San Francisco producendo Fitzcarraldo. Senza Francis non avrei incontrato la mia bellissima moglie Lena. Se non ricordo male, siamo sposati da 29 anni 11 mesi e 9 giorni. Da lì in poi, la mia vita è stata bellissima e mi sento fortunatissimo ad averla. Alberto Barbero grazie: voleva farmi una sorpresa e ci è riuscito. Ho sempre provato a creare qualcosa che andasse oltre il semplice film. Una forma di poesia cinematografica e una ricerca della verità in modi a volte tanto strani, dato che la verità è sempre difficile da raggiungere. Può sembrare un discorso ruffiano ma credo che ci sia una ragione più semplice: ho sempre pensato di essere un bravo soldato del cinema: ho sempre sentito dovere e coraggio nei suoi confronti del cinema. Grazie a tutti“.

Un momento di ricordo di un personaggio dello spettacolo italiano: Enrico Lucherini, l’inventore del mestiere dell’addetto stampa in Italia. A seguire, la presentazione delle giurie. Si parte da Venice Immersive con Eliza McNitt, Boris Labbé e Gwenael François. Prosegue con Venezia Classici: Tommaso Santambrogio e 24 studenti di cinema. Giuria internazionale Opera Prima Luigi De Laurentis: Charlotte Wells, Silvio Soldini e Erige Sehiri. Giuria Orizzonti: Julia Ducournau, RaMell Ross, Shannon Murphy, Fernando Enrique Juan Lima, Yuri Ancarani. Giuria internazionale Venezia 82: Alexander Payne, Maura Delpero, Stéphane Brizé, Fernanda Torres, Mohammad Rasoulof, Zhao Tao, Cristian Mungiu. A seguire un filmanto dedicato al presidente Alexander Payne, il quale sale sul palco per un discorso di rappresentanza: “Grazie a tutti sono onorato di essere qui. Complimenti a tutti i grandi artisti presenti qui in concorso e non. Ogni film è un miracolo come l’esistenza del cinema stesso a cui ci approcciamo con uno spirito bambinesco e gioioso“.

Si apre la Mostra del cinema di Venezia 82

Un messaggio letto da Fanelli: “Qualcuno che avevo contattato per un cameo del video d’apertura mi ha risposto ed ha un messaggio per voi“. È il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Cara signora Fanelli, la ringrazio per l’invito. Non posso partecipare, non ci si improvvisa attori. Ma non è rarità nella vita che qualcuno si improvvisi, persino in quella del presidente della Repubblica. I miei migliori auguri dal Presidente della Repubblica. Il cinema è parte essenziale della cultura italiana, ne esprime il genio nel mondo e ne trasmette i valori. Il suo contributo è importante in un periodo in cui serve umana solidarietà. Una buona mostra a tutti. Le ricambio stima e affetto, Sergio Mattarella“. La cerimonia d’apertura si chiude con un commovente video di Andrea Camilleri, che avrebbe compiuto quest’anno cento anni. È ufficialmente iniziato la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Alessandro Libianchi