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Violenza sulle donne, ma cosa pensano gli italiani?

I dati della violenza sulle donne in Italia e nel mondo fanno davvero accapponare la pelle. Ma ancora più paura fa capire cosa pensano gli italiani di quelle violenze, cosa viene considerato come “violenza“. Non sono solo gli uomini a sminuire le violenze ma anche le donne, le vittime. “Schiaffeggiare la moglie non è violenza“: lo pensa il 40% degli uomini ma anche il 20% delle donne.

Bisogna educare uomini e donne a definire la violenza

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne non dovrebbe essere solo il 25 novembre. Ogni singolo giorno si dovrebbe ricordare le morti, gli stupri, le violenze casalinghe a cui le donne sono costrette. Ma come lo si può fare se tanto gli uomini quanto le donne non sono capaci di riconoscere la violenza?

Ancora più preoccupanti, se possibile, dei dati delle violenze sono le idee che gli italiani hanno su cosa sia da considerarsi come tale. Sconcertanti sono infatti i dati che emergono da una ricerca portata avanti da AstraRicerche con Rete antiviolenza del Comune di Milano e Gilead Sciences Italia. Secondo lo studio ben tre persone su dieci non considerano violenza “dare uno schiaffo alla partner se lei ha flirtato con un altro”.

A peggiorare ancora di più la situazione è il fatto che non solo gli uomini (40%) siano convinti di questa assurdità, ma che a faro sia anche il 20% delle donne. Sono infatti spesso le donne stesse a trovare una “valida” giustificazione per botte e abusi sessuali, in particolare in famiglia.

Altrettanto da considerarsi come “non violenza“, secondo gli italiani, è forzare la partner a fare sesso. Un italiano su tre non pensa che sia necessario che anche la moglie/partner abbia il desiderio di far sesso per farlo. E ancora, un italiano su quattro ritiene che non sia violenza commentare un abuso sessuale subito da una donna con «è meno grave perché il suo abbigliamento o aspetto comunicavano che era disponibile». A pensarlo non solo il 30% degli uomini ma anche il 20% delle donne intervistate.

La situazione degenera ancora di più se consideriamo un’altra ricerca realizzata da Ipsos per WeWorld. Da questa ricerca scopriamo infatti che il 70% delle lavoratrici afferma di essere stata vittima di discriminazione di genere in campo lavorativo. Mentre più del 40% dichiara di aver subito una qualche forma di violenza e/o molestia o una forma di controllo all’interno di una relazione sentimentale o familiare.

Il messaggio di Kasia Smutniak sulla rieducazione alla sensibilità

Tantissimi sono stati i messaggi lanciati ieri, 25 novembre, sui social per sensibilizzare al tema della violenza sulle donne. Tra le tantissime parole scritte o pronunciate dagli influencer particolarmente interessante è stato il messaggio dell’attrice polacca Kasia Smutniak. L’attrice scrive:

Oggi sento tanta rabbia. La sensibilizzazione sul tema non mi basta. Non basta a nessuna di noi. Uomini tirate fuori le palle! Cominciate ad emanciparvi pure voi. Cominciate a parlare delle vostre di paure, della vostra parte emotiva, delle emozioni. Bisogna educare i nostri figli, educarli a farlo e far capire loro che ciò non vuol dire essere deboli, ma forrti, fighi ed essere uomini con le palle!

A questo punto a questo messaggio potremmo aggiungere qualcos’altro. Uomini e DONNE emancipatevi. Uomini e DONNE siate consapevoli di voi stessi, dei vostri sentimenti e del vostro corpo. Madri (e padri) educate i vostri figli alla sensibilità e alle emozioni. Ma educate anche le vostre figlie ad avere rispetto per loro stesse.

Cristina Caputo

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