Violenza sulle donne: l’involuzione dei diritti femminili e la fragilità maschile

Violenza sulle donne e discriminazione di genere: la fragilità degli uomini come matrice della violazione dei diritti femminili

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Eppure anche oggi si sente parlare solo di debolezza del gentil sesso, e non della reale matrice della soppressione dei diritti femminili.

E non si tratta della figura maschile in sè, quanto piuttosto di una sua fragilità, una dipendenza nei confronti della donna, che nel corso dei secoli non è riuscito ad abbandonare.

L’uomo osserva la figura femminile, nella quale rivede banalmente la propria madre, assumere sempre maggiore autonomia ed emancipazione, e non può che sentirsi abbandonato e frustrato. Da qui la violenza, per provare a trattenere qualcosa che non gli è mai appartenuta.

I dati sulla violenza di genere

7 milioni di donne italiane hanno subito una forma di violenza, fisica o sessuale. In 7 milioni di donne è stata annientata l’intimità. E non è affatto difficile comprenderne il motivo: l’uomo debole non conosce l’intimità, conosce solo la sessualità.

“Il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subito violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila)”. Sono questi i risultati delle indagini Istat.

Violenza di genere come violazione dei diritti umani

Ma non è soltanto la sfera intima che viene violata. La violenza di genere è da intendersi come un tipo di violazione che va ad incidere su di un lungo elenco di diritti, fino a venire ricompresa nella più ampia categoria della violazione dei diritti umani.

Diritto alla vita, alla libertà, diritto all’uguaglianza davanti alla legge, diritti sessuali e riproduttivi. È questo un limitato elenco dei tanti diritti violati quando si mette in atto una qualsivoglia forma di violenza di genere.

Come prevenire la violenza di genere?

La prevenzione è, e deve essere, il primo passo per portare avanti la lotta contro la violenza sulle donne. Ma la prevenzione non deve limitarsi ad un mero atteggiamento di disprezzo nei confronti di chi mette in atto tali violenze.

È necessario, prima di tutto, partire dall’educazione all’interno delle scuole. Educare il bambino al rapporto tra i sessi, e soprattutto relazionarlo al concetto di intimità.

Ma la cosa più importante è fare in modo che uno stupro, una donna maltrattata, una donna picchiata a morte, non sia parte di una cultura tacitamente accettata e riconosciuta dalla società.

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