Il film “Vita di Pi” è un’opera cinematografica del regista Ang Lee sicuramente degna di nota, vincitore di quattro premi Oscar nel 2013 (miglior regia, migliore fotografia, migliori effetti speciali e migliore colonna sonora). È un racconto di vita descritto attraverso allegorie e narra la storia di Pi, personaggio interpretato da Suraj Sharma come adolescente mentre, da adulto, dal compianto Irrfan Khan. Stasera in tv verrà trasmesso su Rai Movie (canale 24) ed è assolutamente da non perdere.
Ang Lee, è noto per film come “La tigre e il dragone“, “Ragione e sentimento” o “I segreti di Brokeback Mountain” con cui conquista il suo primo Oscar per la regia. In questo caso si è cimentato in un lungometraggio compenetrato da generi differenti: avventura, ma anche drammatico, con un’influenza verso il disaster movie. È un viaggio verso la sopravvivenza ma anche dentro se stessi che ci porta in mondi immaginari, il tutto incorniciato da una fotografia capace di far risaltare anche le più piccole sfumature.
“Vita di Pi”, trama e spiegazione del film
Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Yann Martel e si sviluppa attraverso un lungo flashback in cui Pi, un uomo sulla quarantina, racconta la sua vita a uno scrittore, interessato alla sua storia. Pi vive con la famiglia in India, il padre, proprietario di uno zoo, ha bisogno di trasferirsi in Canada per denaro, così con gli animali dovranno imbarcarsi su una nave per compiere un lungo viaggio. La traversata oceanica non va come previsto, una violenta tempesta farà affondare la nave su cui si trovavano, portando anche chi era al loro interno sul fondo. Tutti tranne Pi, una iena, un orango, una zebra e una tigre che a bordo di una scialuppa dovranno sopravvivere lottando per la vita.
“Vita di Pi” è un’esperienza visiva capace di coinvolgere lo spettatore senza annoiare, la cui visione non si limita alla mera fruizione del contenuto, ma anche alla riflessione. Il film infatti ha chiavi di lettura differenti, può essere un semplice film d’azione, un racconto di formazione oppure racchiudere aspetti teologici e religiosi. Non possiamo che consigliare questo lungometraggio, un’incredibile favola contemporanea capace di sorprendere ed emozionare.
Francesca Agnoletto
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