Oltre le foto su Instagram e le promesse dei guru, c’è la realtà quotidiana di chi a Dubai ci vive e ci lavora. Le spese vere, i compromessi, e quello che scopri solo dopo esserti trasferito.
La Dubai che non vedi su Instagram
C’è una versione di Dubai che funziona benissimo nei reel da 30 secondi: grattacieli al tramonto, brunch in piscina, supercar in fila al semaforo. Poi c’è la Dubai di chi ci vive davvero, quella fatta di bollette DEWA (luce e acqua), di affitti che si pagano in assegni postdatati, di estati a 48 gradi dove uscire di casa prima delle sette di sera è una scelta discutibile. Riccardo Lucietti, imprenditore italiano trasferito a Dubai nel 2023, la racconta senza filtri: “La prima cosa che ho capito è che Dubai non è economica. È fiscalmente vantaggiosa, che è una cosa diversa. Se guadagni bene e gestisci i costi con criterio, il saldo è positivo. Se pensi di trasferirti per risparmiare, sei nel posto sbagliato.”
I costi reali: tre scenari concreti
Chiunque valuti di vivere a Dubai dovrebbe partire dai numeri, non dalle emozioni. La voce più pesante è l’affitto, che a Dubai si paga tipicamente in 1-4 assegni annuali anticipati. Per un bilocale in una zona dignitosa ma non centrale (JVC, Al Furjan, Dubai Silicon Oasis) si parte da 50.000-65.000 AED all’anno, circa 12.000-16.000 euro. In zone più centrali come Business Bay o Dubai Marina si sale a 80.000-120.000 AED (19.000-29.000 euro). A Palm Jumeirah o Downtown, un trilocale supera facilmente i 200.000 AED annui.
Alle spese fisse si aggiungono voci che in Italia non esistono o pesano meno. L’assicurazione sanitaria è obbligatoria e costa tra 3.000 e 15.000 AED all’anno a seconda della copertura. Le scuole internazionali, per chi ha figli, partono da 30.000 AED e arrivano a 100.000 AED annui per istituto. L’aria condizionata, che a Dubai è una necessità vitale e non un lusso, incide sulle bollette per 500-1.500 AED al mese nei mesi estivi. Un’auto è praticamente indispensabile: tra rate, assicurazione, carburante (economico, circa 3 AED al litro) e parcheggi, il costo mensile medio è di 2.000-4.000 AED.
In sintesi, una coppia senza figli con uno stile di vita medio può vivere a Dubai con 15.000-20.000 AED al mese (3.500-4.800 euro), affitto escluso. Una famiglia con due figli e scuola internazionale sale a 30.000-45.000 AED (7.200-10.800 euro). Numeri che, in assenza di tasse sul reddito, possono essere inferiori a quanto si spenderebbe in una grande città italiana per uno stile di vita equivalente. Ma solo se il reddito è adeguato.
Quello che nessuno ti dice prima
Oltre ai costi, ci sono aspetti della vita a Dubai che emergono solo dopo mesi di residenza. Il primo è la transitorietà: Dubai è una città di passaggio. Le amicizie si costruiscono velocemente ma si perdono altrettanto in fretta, perché le persone vanno e vengono. Per un italiano abituato alle relazioni radicate, questo può essere destabilizzante. Il secondo è il caldo: da giugno a settembre la vita sociale all’aperto si ferma quasi completamente, e la città diventa un susseguirsi di spazi chiusi con aria condizionata. Il terzo è la distanza dall’Italia, che pesa soprattutto quando si ha famiglia: cinque ore di volo non sono tante, ma lo diventano quando tuo padre sta male e il primo volo disponibile è domattina.
C’è poi un aspetto culturale che va compreso: Dubai è tollerante e cosmopolita, ma resta un Paese con regole diverse. L’alcol è disponibile ma regolamentato, le manifestazioni di affetto in pubblico sono da moderare, e il rispetto delle norme locali non è negoziabile. Per la maggior parte degli italiani che si trasferiscono, questi aspetti non rappresentano un problema reale. Ma vanno conosciuti in anticipo, non scoperti con sorpresa.
Comprare o affittare: il bivio
Una delle domande più frequenti tra gli italiani che si trasferiscono è se convenga comprare o restare in affitto. La risposta dipende dall’orizzonte temporale. Chi prevede di restare meno di tre anni farà quasi certamente meglio a rimanere in affitto: i costi di transazione (circa il 6-7% tra registration fee, agenzia e spese notarili) rendono l’acquisto conveniente solo su periodi più lunghi. Per chi ha un orizzonte di cinque anni o più, l’acquisto diventa interessante, soprattutto considerando che il canone risparmiato equivale al rendimento che un proprietario percepisce affittando. Chi cerca appartamenti in vendita a Dubai con l’idea di viverci e poi eventualmente metterli a reddito ha un doppio vantaggio: risparmio sull’affitto nel breve e rendita nel medio termine.
La crisi e l’effetto sugli expat
Gli eventi di fine febbraio 2026, con l’attacco all’Iran e la risposta missilistica nel Golfo, hanno scosso la comunità di expat a Dubai. Per qualche giorno, i gruppi WhatsApp degli italiani residenti sono esplosi di messaggi, domande, preoccupazione. Ma la realtà sul campo è stata meno drammatica di quanto i titoli dei giornali lasciassero intendere: i danni fisici alla città sono stati limitati, il sistema difensivo ha funzionato, e nel giro di pochi giorni la vita è ripresa con sostanziale normalità. Le scuole hanno riaperto, i ristoranti sono pieni, il traffico è tornato quello di sempre.
Per chi valuta di trasferirsi, l’episodio è un dato da inserire nell’equazione, non un motivo per scartare l’opzione. Dubai non è la Svizzera in termini di stabilità geopolitica, e non pretende di esserlo. Ma è una città che ha dimostrato, in questa come in altre occasioni, una capacità di resilienza e di ripartenza che pochi altri luoghi al mondo possono vantare. La scelta, come sempre, è personale. E va fatta con i numeri davanti, non con le emozioni.
Prima la strategia, poi il biglietto
Riccardo Lucietti, che a Dubai ci vive da tre anni e aiuta altri italiani a orientarsi nel mercato immobiliare locale come broker certificato RERA, sintetizza così: “Dubai non è per tutti. Non è il paradiso e non è l’inferno. È un posto che funziona benissimo per chi ci arriva con un piano chiaro, un reddito solido e la capacità di adattarsi. Per tutti gli altri, è una vacanza bellissima.” Un consiglio che, a prescindere dalla destinazione, vale probabilmente per ogni grande scelta di vita.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e si basano su dati di mercato aggiornati a marzo 2026. I costi indicati sono stime medie e possono variare significativamente in base alla zona, allo stile di vita e alla composizione familiare.





