L’episodio risale al 15 ottobre, ma il Washington Post lo ha reso noto solo oggi: un volo intercontinentale della United Airlines è stato costretto a fare dietrofront. Un passeggero a bordo dell’aereo, partito da Washington e diretto a Roma, ha perso il suo computer portatile, caduto dietro a un pannello presente nella cabina. Per paura che la batteria al litio potesse andare a fuoco, mettendo tutti a rischio, il pilota ha scelto la via della prudenza. È quindi tornato indietro, atterrando nuovamente all’aeroporto di partenza per cercare il dispositivo.
Di recente, le norme circa la gestione delle batterie al litio presenti nei computer portatili, nei telefoni cellulari o nelle powerbank, sono diventate sempre più rigide. La maggior parte delle compagnie aeree vieta di imbarcarle nella valigia da stiva, e chiede che vengano riposte nel bagaglio a mano.
L’aereo della United Airlines è atterrato a Roma con quattro ore e mezza di ritardo
Il volo ospitava duecentosedici passeggeri, ed era decollato da meno di un’ora. Stava per sorvolare Boston, quando una delle persone a bordo ha segnalato di aver smarrito l’apparecchio, e di non riuscire a ritrovarlo. Il PC era caduto ed era andato a infilarsi in una piccola fessura. In qualche modo, era finito nella stiva del velivolo, in una zona «lontana dai sistemi antincendio».
Il pilota, dunque, non ha potuto far altro che avvisare i controllori di volo, spiegando che, pur non trattandosi di un’emergenza, preferiva agire con «estrema cautela» e mettere in sicurezza tutti. Dopo aver fatto ritorno all’aeroporto di Washington Dulles, un paio d’ore dopo, è ripartito dopo circa tre ore alla volta dell’Italia. È infine arrivato a Fiumicino con quattro ore e mezza di ritardo.
Federica Checchia





