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WarioWare Get it Together Recensione, lucida follia ludica

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WarioWare Get it Together per Nintendo Switch meriterebbe di più di una semplice recensione. il titolo che ho avuto l’onore e l’onere di recensire, infatti, è la riprova ennesima di quanto la casa di Kyoto sia al di sopra delle regole ludiche convenzionali. Quelle regole che di release in release il mercato, gli analyst, gli acquirenti continuano a costruire tassello dopo tassello, e su cui si fonda la maggior parte dei videogiochi del nostro periodo storico. Cosa fa di un videogioco un videogioco? E cosa, poi, lo porta al successo, o alla disfatta? Quali elementi imprescindibili, grafica, art direction, messa in pratica tecnica, accessibilità e comandi, tipologia e stile di gioco; quali prevalgono sugli altri, e fanno sì che possiamo usare la definizione di “capolavoro”? Ma soprattutto: quanti secondi servono per innamorarsi di un videogioco? 

Già: non ore, non decine di ore: secondi. Cinque per l’esattezza. La risposta di WarioWare, fin dagli albori della serie, è sempre stata chiara. Folle, sconsiderata, irragionevolmente divertente. Lucida, trasparente, pazzamente divertente. Bastano 5 secondi, e non potrete più staccarvi da WarioWare Get it Together. 

WarioWare get it together recensione

WarioWare Get it Together Recensione, una saga sconsiderata (in senso buono)

Wario è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. L’antitesi di Mario che ama il denaro tanto da non vergognarsi a rubarne in quantità, mangia aglio in quantità industriale e, quindi, è vittima e autore di flatulenza notevoli per ampiezza e intensità, si è ritagliato una fan base di tutto rispetto. E i videogiochi di cui è protagonista si sono sempre distinti anche quando “scimmiottavano” quelli del fratellone buono Mario. Del resto, i vari WarioLand sono tanto amati dal pubblico di amanti del platform, che ancora oggi mi chiedo come sia possibile che non sia ancora mai stato rilasciato un sequel.

Tuttavia è stato quando Wario si è affrancato dagli ultimi vincoli della decenza e ha smesso di essere una parodia distopica di Mario che la sua leggenda è iniziata davvero. Ovvero, quando Wario ha deciso, nella trama del primo WarioWare per GBA, di fondare la WarioWare Inc.; una società di proprietà del puzzone giallo/viola che crea minigiochi senza senso, capo o coda. Sì, gli stessi minigiochi che noi, fuori dallo schermo, con una delle console su cui i 9 capitoli di WarioWare sono usciti, risolviamo chiedendoci “perchè?”; “Cosa?”; “Ma come e possibile?”; “Quel gatto ha una pistola??” e “non era meglio usare un rasoio su quelle ascelle?” e così via.

WarioWare get it together recensione

Il nonsense perfetto 

Lo ribadisco ogniqualvolta mi trovo a parlare di “nonsense“. Un genere mediatico adatto a film, fumetti, e, ovviamente, videogiochi. Ma un genere, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, che per non avere regole fisse, logica (senso appunto), deve prima essere definito e definire un set di regole fisse dalle quali non deve MAI deviare. Pena la perdita della perdita di senso che sta alla base del nonsense stesso. Infatti, come si può decidere cosa abbia senso e cosa no, se non ho prima stabilito dei paletti logici per i quali un elemento è comprensibile, e un altro non lo è? Il Caos è vero Caos solo quando è entropia pura: negazione dell’ordine tramite ricostituzione di un ordine diverso, e più disordinato. Ha… senso vero? 

WarioWare Get It Together tiene alto il livello di Nonsense raggiunto dai suoi predecessori, e si basa sugli stessi presupposti narrativi. Wario è alla guida della sua WarioWare Inc, e con i suoi colleghi sviluppatori, tutti amici e conoscenti rigorosamente non pagati, è riuscito a creare un nuovo set di videogiochi pronti per la commercializzazione e il successo. Ma… un virus si frappone fra lui e la deificazione in stile Kojima. Quando sia Wario che i suoi compagni sono risucchiati nella console dove sono stati sviluppati e riposti i nuovi minigiochi della WarioWare Inc., l’unica possibilità che hanno di uscire illesi è sconfiggere i virus. O meglio, completare i minigiochi da loro stessi creati grazie alle nuove abilità ottenute nel mondo digitale, e così cacciare i virus che ne hanno corrotto i dati. Per inciso, quindi, sì: WarioWare Get it Together è un Isekai. Prego. 

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Mini-giochi… 

I minigiochi di WarioWare sono tanto identitari per la serie che sarebbe stato impossibile, oltre che un vero e proprio crimine, modificarne la struttura fondamentale. La durata esigua, che dico, quasi inesistente di ogni minigioco quindi, appena 5 secondi AL MASSIMO, è ancora la caratterizzazione più netta del gioco. In pochissimi istanti si deve quindi comprendere come portare a termine l’azione richiesta dal minigioco in corso, cosa toccare e cosa non toccare. E una volta terminato, sia con successo che sbagliando, si passa al gioco successivo, e poi a quello dopo ancora. Un fiume roboante di immagini, flash, disegni a volte stupendi a volte quasi disgrafici ci scorre davanti agli occhi. Ci confonde, ci ammalia. Ora ci intriga, ora ci lascia a bocca aperta per lo stupore.

Infatti, come ho premesso, ogni minigioco, personaggio e azione da compiere in WarioWare Get it Together è ancora, rigorosamente, senza senso, sregolata; di più: graficamente, esteticamente, sonoramente e quasi politicamente scorretta. Spiegarlo a parole meglio di così è impossibile. Bisogna provarlo per capirlo (in fondo… bastano 5 secondi appena). 

WarioWare Get it Together Recensione, lucida follia ludica

…maxi-cast

Tuttavia, il punto forte di WarioWare e si ogni sua iterazione è stata la varietà che ha ammaliato giocatori di ogni risma ed epoca videoludica. Non sarebbe stato possibile, quindi, per Get it Together, essere il grande videogioco che è senza cambiare qualche ingrediente. Variare i sapori con la stessa tecnica del passato sarebbe stato così facile. Ogni capitolo di WarioWare ha offerto ai giocatori minigiochi sempre diversi e numerosi basati sulle caratteristiche tecniche delle console del momento; nonchè sui videogiochi Nintendo più moderi e alla moda. Il fulgido esempio di Smooth Moves su Wii ne è la prova. E la Nintendo Switch è tanto piccola quanto densa di gimmick, sensori e cosa da stringere, toccare, e via dicendo.

Eppure, me lo sarei dovuto aspettare, Get it Together prende la via traversa, e si rinnova aggiungendo elementi al suo già completo arsenale di gameplay… senza contare SU NESSUNA delle caratteristiche hardware di Switch. Invece, come ho già detto, Get it Together rende protagonisti dei videogiochi i personaggi amici di Wario e Wario stesso; dando a ciascuno un potere tanto forte quanto invalidante e difficile da padroneggiare. Questa è l’innovazione, il cambiamento rispetto al passato. E funziona dannatamente bene.

Il Walzer che ne deriva è entusiasmante. All’inizio di ogni serie di minigiochi, dobbiamo definire un team di tre elementi, ricordare i loro poteri e i loro difetti, per mettere infine in pratica quanto appreso su minigiochi casuali che coinvolgono altrettanto casualmente i tre membri della squadra. Va da se, che le combinazioni tra personaggi e set di minigiochi tematici sono talmente tante, che provarle tutte è quasi impossibile. Ho detto quasi eh: non smettete di tentare. 

WarioWare Get it Together Recensione, lucida follia ludica

WarioWare Get it Together Recensione, in conclusione: follemente DIVERTENTE

Capito perchè una recensione non basta a WarioWare Get it Together? Perchè mi sono innamorato di questa serie sconsideratamente divertente e controcorrente, tanto intensa quanto breve, e anzi, tanto più intensa quanto più riesce ad essere lampo e immediata. Contro ogni logica e regola, WarioWare Get it Together è un gioco di minigiochi che si può giocare anche in Multiplayer, ma da probabilmente il suo meglio in singolo. Un titolo dove lo stile grafico cambia all’improvviso e diventa tanto più bello ad ogni bruttura che ci spalma sullo schermo. Il videogioco più anti Nintendo che esista, e più Nintendo che possa mai essere concepito.

Forse è per questo che cede solo quando smette di essere una maglia compatta di anti-gioco, e cerca di uniformarsi alla massa con minigiochi/Boss fight più longeve, tanto da spezzare il ritmo ascendente costruito di minigioco in miniminigioco. Ma è poca cosa: un difetto risibile, che forse non è nemmeno un difetto vero, ma l’ennesimo controtempo di WarioWare. Che si prende in giro prendendoci in giro con eleganza, maestria e caparbietà dal 2003: diciotto anni. E pensate, che li ha fatto colpendo rigorosamente sotto la cintura; al ritmo di un ceffine ogni 5 secondi. 

WARIOWARE GET IT TOGETHER RECENSIONE | TESTATO SU NINTENDO SWITCH 

+I più di 200 minigiochi diventano esponenzialmente di più a seconda delle combinazioni di personaggi nei team
+Stile, estetica, sonorità UNICHE nel panorama videoludico
+Il multiplayer è un’esperienza mistica 
+Immediatamente divertente, senza bisogno di spiegazioni. 5 secondi, e sei dentro (o fuori)

-Gameplay non adatto a tutti i palati 
-È il capitolo che si basa meno sulle potenzialità della console di approdo 
-Gli scontri con i Boss durano troppo

VOTO: 9.5 

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Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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