Cinema

Cinefili a casa? Ci pensa Wes Anderson

Le misure di contenimento imposte dai governi di vari paesi a causa del Coronavirus stanno venendo adottate, e c’è chi ha optato per l’isolamento ancor prima di vederselo obbligato.
Uno di questi è Wes Anderson, regista texano che, se tutto andrà bene, rivedremo quest’anno nelle sale con The French Dispatch. Nella lettera scritta a Criterion Collection – una mediateca virtuale dove è possibile recuperare classici restaurati- il cineasta consiglia sei film a suo gusto perfetti da vedere in quarantena.

I film recuperati su Criterion Collection consigliati da Wes Anderson

Sei film bastano per scoprire la poetica di un regista? Sembrerebbe di sì, a giudicare dall’elenco che vi stiamo per proporre. Possiamo infatti trovare, in ognuno di questi, alcuni elementi tipici dello stile di Wes Anderson, dalle simmetrie registiche alle situazioni tragicomiche che lo hanno reso celebre.

Wooden Crosses, 1932

Wooden Crosses - immagine web
Wooden Crosses – immagine web

Questo è il primo film di Raymond Bernard presente nella lista che Wes Anderson consiglia: ne sono presenti infatti tre ad opera del regista francese. Wooden Crosses, tratto dal romanzo di Roland Dorgelès, descrive gli orrori della prima guerra mondiale dagli occhi di chi la vive, lanciando un messaggio pacifista che, per l’epoca in cui il film venne realizzato, era anticonvenzionale.

Les misérables, 1934

Les misérables - immagine web
Les misérables – immagine web

Questo adattamento cinematografico del romanzo di Victor Hugo è stato considerato il migliore di sempre, ma per ottenere tale risultato ci sono volute quasi cinque ore di girato. Un vero e proprio kolossal, diretto ancora una volta da Raymond Bernard.

Una donna ardita, 1936

Una donna ardita - immagine web
Una donna ardita – immagine web

È l’ultimo film diretto da Bernard presente nella lista e tratto ancora una volta da un romanzo, Soggetto di una donna ardita di Antoine de Saint-Exupery, autore de Il Piccolo Principe.
Il film è un manifesto dell’emancipazione femminile e segue la storia di Anne-Marie, una donna con il sogno di diventare un pilota d’aerei. Anne-Marie molla tutto e si scontra con un mondo che non lascia spazio alle donne, né contempla la loro presenza nella vita professionale e pubblica.

Un provinciale a New York, 1970

Un provinciale a New York - immagine web
Un provinciale a New York – immagine web

Questa commedia di Arthur Miller è tutta concentrata su una serie di sventure che colpiscono George e Gwen, marito e moglie, ancor prima del loro arrivo a New York. L’uomo infatti ha ottenuto una promozione lavorativa ma una volta giunto nella Grande Mela si troverà ad affrontare situazioni tanto comiche quanto surreali.
Allo stesso modo, Wes Anderson ci ha abituato ad interagire con i suoi personaggi, immersi in un universo simile al nostro ma in cui capitano le situazioni più disparate.

… And the pursuit of happiness, 1986

... And the pursuit of happiness - immagine web
… And the pursuit of happiness – immagine web

L’esponente della Nouvelle Vague Louis Malle vola negli Stati Uniti e documenta le esperienze degli immigrati, fornendo un ritratto veritiero ed umano del paese. Sono in effetti gli immigrati i protagonisti di un’America in cui, almeno a nord, i nativi sono stati soppiantati da altre etnie. Membri attivi di una società che il più delle volte li relega ai margini, sono il vero motore e la vera identità di uno dei paesi più multietnici.

Un angelo alla mia tavola, 1990

Un angelo alla mia tavola - immagine web
Un angelo alla mia tavola – immagine web

Questo film di Jane Campion racconta la travagliatissima storia della scrittrice neozelandese Janet Frame, tra traumi, ricoveri forzati in manicomio e diagnosi sbagliate. L’unico motivo che terrà in vita la donna sarà la scrittura, tanto da valerle più volte la candidatura al Premio Nobel per la letteratura.
Il film, basato sull’omonima autobiografia della scrittrice, ha ottenuto il Leone d’argento alla 47esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, anche se la critica ha convenuto che avrebbe meritato il Leone d’oro.

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Chiara Cozzi

Laureata due volte in cinema, amante dell'horror in ogni sua forma e della cronaca nera, femminista incazzata™. Ma ho anche dei difetti.

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