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“Writing with fire”: le giornaliste dell’Uttar Pradesh

“Writing with fire”: il documentario sulla storia delle giornaliste dell’Uttar Pradesh

Il docu-film Writing with fire ha vinto il premio Best International Feature Documentary Award 2021 al Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo. Il film racconta la storia delle giornaliste d’assalto dell’Uttar Pradesh, una delle regioni più popolose dell’India settentrionale. Questo gruppo di donne appartiene alla casta dei dalit, cioè gli “intoccabili”. Per la cultura indiana significa che sono impure, e per tanto vengono costrette a vivere ai margini della società.

Nonostante le difficoltà e lo stato di emarginazione in cui sono costrette a vivere, Meera, una ragazza laureata in scienze politiche, e la sua squadra tutta la femminile, sono riuscite a fondare un giornale: il Khabar Lahariya (Onde di notizie). L’unica testata indiana gestita solamente da donne.

Il Khabar Lahariya nasce nel 2002 ed è in costante evoluzione, anche in versione digitale: 30 croniste, ogni giorno, con gli smartphone scendono in campo per condurre inchieste e documentare le realtà più scomode. 

E parliamo di donne che non avevano mai usato una videocamera o altri mezzi tecnologici. Donne che sfidano apertamente una società patriarcale e maschilista, piena di abusi e ingiustizie legalizzati sotto la maschera della tradizione. Donne che lottano per i loro diritti, per una comunità migliore, attraverso la scrittura e l’informazione. Giornaliste consapevoli del fatto che, per uscire dal baratro in cui la società le ha rilegate, devono raccontare quanto succede proprio all’interno della loro comunità. Senza mai arrendersi.

“Writing with fire”: il simbolo dell’emancipazione femminile in India

Le giornaliste dell’Uttar Pradesh hanno la forza e il coraggio di sfidare l’integralismo del proprio Paese, raccontando le storie più atroci e oscure, denunciando corruzione, violenze e degrado. Qualche volta sono riuscite – grazie alla loro voce – a contribuire agli arresti di delinquenti e stupratori. Il loro slogan è: «Smascherare il presente per costruire un futuro migliore».

Queste donne hanno aperto anche un canale YouTube che vanta un gran successo, con circa 100 milioni di spettatori. Nonostante i riscontri, il giornale continua a sopravvivere solo grazie ai contributi delle Ong, affinché non subisca le pressioni del governo. Repressioni all’ordine del giorno, in una regione nota per la corruzione e gli atteggiamenti brutalmente violenti nei confronti delle donne e delle minoranze. 

La regista di Writing with fire, Rintu Thomas, a proposito della storia delle giornaliste dell’Uttar Pradesh ha detto: «Mi sono appassionata a questa vicenda dopo aver visto un reportage online su queste donne che scrivevano e distribuivano un giornale in un villaggio remoto dell’India. Supportate da una Ong, avevano cominciato con una newsletter che si è poi trasformata nel magazine Khabar Lahariya».

Per Rintu Thomas la forza e il coraggio delle donne indiane sono il frutto dell’avversione ad un’educazione tradizionalista che l’ha spinta a diventare una delle più accreditate registe del cinema indipendente: «Ogni “non puoi” che mi veniva detto da bambina è stato uno stimolo a volermi mettere alla prova per riuscire a raggiungere gli obiettivi che mi interessavano».

"Writing with fire": le giornaliste dell'Uttar Pradesh
Writing with fire, di Rintu Thomas e Sushmit Ghosh.

Il problema della gerarchia delle caste in India

La struttura sociale dell’India è un sistema profondamente complesso, immobile e imperituro agli occhi del resto del mondo. Da più di 3.000 anni infatti persiste un meccanismo di gerarchie che divide la società indiana in gruppi, il noto sistema delle caste (Varna), a carattere rigorosamente ereditario, composto da: i Brahmani, Kshatriya, Vaishya, Shudra e infine i Dalit, gli “intoccabili”, che si trovano al di fuori della piramide delle caste e svolgono mestieri ritenuti impuri.

Questo sistema, nonostante sia stato ufficialmente abolito nel 1950 grazie all’articolo 15 della Costituzione Indiana – che vieta la discriminazione per le caste – influenza ancora oggi l’organizzazione del lavoro, la religione, la morale e i costumi, in pratica ogni aspetto della vita della popolazione. 

Il sistema delle caste è un modo di organizzare la società che provoca l’esclusione dei soggetti più deboli, messi ai margini del paese. Una persona è considerata un membro della casta in cui è nata e lo resta fino alla morte. I Dalit rappresentano la casta più debole e disprezzata, e continuano ancora oggi a subire oppressioni e violenze. Essere una donna Dalit significa non avere potere di disporre della propria vita, non avere diritti, essere assolutamente invisibile.

Con la storia delle giornaliste dell’Uttar Pradesh si è iniziato a ridefinire il modo in cui le donne Dalit vengono percepite all’interno della società, in un’India che stava passando da una democrazia secolare a un nazionalismo di destra, guidato tra l’altro da un partito favorevole all’ulteriore rafforzamento del sistema delle caste. Così il lavoro di queste incredibili donne assume un carattere ancora più eccezionale e rappresenta uno dei più forti simboli dell’emancipazione femminile moderna in India. 

Francesca Mazzini

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