Yao Ming, urlando contro il cielo

26 giugno 2002. Yao Ming viene scelto dagli Houston Rockets con la prima scelta assoluta. Il gigante cinese di 2.29 m è l’unico giocatore della storia NBA ad esser stato selezionato per primo, senza frequentare ne l’High School ne il College negli Usa. Una carriera turbata dagli innumerevoli infortuni, ma che ci ha comunque permesso di ammirare le qualità immense di questo giocatore.

Yao Ming, il simbolo dell’oriente

Yao Ming era più che un cestista. In Cina, ancora oggi, è tra gli uomini più famosi e rappresentativi del paese, tanto che nei primi anni post ritiro e anche quando gli era impossibile giocare per via degli infortuni, risultava comunque tra i primi posti dei votati per l’All Star Game.
Vanta numerosi sponsor nel suo paese natio, come McDonald, Reebok, Coca Cola, Apple e tanti altri. Nonostante tutto, però, è l’umiltà ad aver sempre contraddistinto l’ex Rockets. In occasione dei giochi olimpici di Pechino 2008, si rifiutò di portare la fiamma olimpica, affermando che esistono atleti cinesi migliori di lui.
Forse quell’eccessiva umiltà era dettata anche dal sentimento di non appartenenza a quella vita. Rimase impresso a tutti quando Yao ammise di giocare a basket per rispetto dei suoi genitori e non perché gli piacesse. Inoltre, il suo fisico non gli ha permesso una carriera serena, anzi. Già dopo tre anni iniziano i primi problemi seri, infortuni gravi e stagioni saltate per gran parte. Si ritira nel 2011, dando un senso di malinconia ad un fenomeno più unico che raro, ad un talento immenso che non si limitava assolutamente all’essere solo più alto degli altri, ma che probabilmente non apparteneva nella maniera corretta a Yao.

Yao Ming
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Yao Ming, una carriera dettata dagli infortuni

Dopo un esordio non indimenticabile da 0 punti, il centro cinese si abitua ai ritmi americani e sfiora il titolo di Rookie dell’anno. Gli anni successivi sono i migliori della sua carriera anche se dal 2005 sarà costretto a saltare 250 partite per problemi fisici. Nel 2008/2009 durante una gara di playoff contro i Lakers, il piede sinistro fa crack. Da lì in poi saranno sempre meno i momenti di splendore dell’orientale. Ed è un vero peccato. Un ragazzo di 2 metri e 29 cm che si muove con la coordinazione di un’ala e che sotto il ferro domina come nessuno, qualcosa che non si era mai visto prima. La carriera si trascina avanti a fatica per Yao, finché quel piede sinistro malandato riesce ad averla vinta e costringe l’ex prima scelta al ritiro anticipato. Un sollievo per il suo corpo e, forse, viste le tante dichiarazioni contrastanti, anche per la sua anima. Yao ha scritto, in qualche modo la storia di questo gioco, ma ci ha fatto capire come alla fin fine sono umani anche i fenomeni NBA e come il basket possa essere crudele. Uno sport che mira al cielo, non ha lasciato scampo al giocatore più alto di sempre.

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