Il Mar Rosso diventa un nuovo fronte di guerra in Yemen per Houthi e USA? Ecco il secondo attacco alla portaerei americana. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un nuovo attacco contro la portaerei statunitense USS Harry S. Truman e le navi da guerra che la scortano nel Mar Rosso settentrionale. L’operazione, secondo quanto dichiarato dal portavoce militare Yahya Saree, ha coinvolto un massiccio impiego di 18 missili balistici e da crociera e oltre a droni. Il tutto, in un assalto mirato a sottolineare la loro capacità offensiva e a lanciare un messaggio chiaro a Washington.
Si tratta del secondo attacco diretto contro una portaerei statunitense. Tutto ciò, dopo settimane di bombardamenti americani sulle aree controllate dagli Houthi nello Yemen, che hanno colpito duramente la capitale Sanaa e la provincia di Saada. Saree ha ribadito che le forze armate yemenite
“non esiteranno a colpire tutte le navi da guerra americane nel Mar Rosso e nel Mar Arabico come rappresaglia per l’aggressione contro il nostro Paese”.
Il Mar Rosso diventa una polveriera per la guerra in Yemen tra Houthi e USA
L’escalation tra gli Houthi e gli Stati Uniti arriva in un momento in cui la regione è già tesa. Chiaramente, le motivazioni si riconducono alla guerra tra Israele e Hamas. I ribelli yemeniti sono sostenuti dall’Iran. Essi hanno ripetutamente preso di mira le rotte commerciali internazionali nel Mar Rosso, dichiarando di agire in solidarietà con la popolazione di Gaza. Gli attacchi erano temporaneamente cessati con il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas del 19 gennaio. Tuttavia, sono ripresi con la decisione di Israele di bloccare gli aiuti umanitari diretti all’enclave palestinese.
Il messaggio è chiaro: finché la guerra a Gaza continuerà e gli Houthi percepiranno un’influenza occidentale nella regione, i loro attacchi non si fermeranno. Questa strategia mescola solidarietà con la causa palestinese e un forte senso di resistenza anti-occidentale. Infatti, sta ridefinendo il ruolo degli Houthi sulla scena geopolitica. Osserviamo la loro trasformazione da gruppo ribelle yemenita a un attore regionale in grado di sfidare apertamente gli Stati Uniti.
La risposta americana e le minacce a Teheran
L’attacco degli Houthi arriva dopo una delle offensive aeree più estese degli Stati Uniti nello Yemen dall’inizio del conflitto a Gaza nell’ottobre 2023. Il Ministero della Sanità yemenita, controllato dagli Houthi, ha denunciato che i raid statunitensi hanno causato almeno 53 vittime, tra cui donne e bambini. Inoltre, hanno ferito oltre cento persone.
Di fronte a questa nuova minaccia, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti useranno “una forza letale schiacciante” contro gli Houthi finché non cesseranno gli attacchi alle rotte marittime. Ha inoltre avvertito Teheran che lo riterrà “pienamente responsabile” delle azioni di tutti i suoi proxy regionali, compresi gli Houthi. Un avvertimento che ha il sapore della minaccia diretta, soprattutto considerando che le tensioni tra Washington e Teheran sono già alle stelle.
Nonostante il supporto indiretto di Teheran agli Houthi, l’Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento negli attacchi, con il generale Hossein Salami della Guardia Rivoluzionaria che ha dichiarato che Teheran “non svolge alcun ruolo nella definizione delle politiche nazionali o operative” dei gruppi militanti con cui è alleata. Una dichiarazione di facciata che però non convince del tutto gli Stati Uniti, convinti che dietro le capacità belliche sempre più avanzate degli Houthi ci sia proprio la mano iraniana.
In Yemen, tra Houthi e USA, l’escalation è inevitabile?
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non permetteranno “a queste persone di controllare quali navi possono passare e quali no” e ha aggiunto che gli attacchi continueranno “finché non avranno più la capacità di farlo”. Parole che lasciano presagire che Washington non ha alcuna intenzione di lasciar correre e che lo scontro nel Mar Rosso potrebbe intensificarsi.
La domanda ora è: fino a che punto gli Stati Uniti sono disposti a spingersi per mantenere il controllo della regione? E fino a che punto gli Houthi sono pronti a portare avanti la loro sfida alle superpotenze?
Se c’è una lezione che gli ultimi anni di guerre per procura ci hanno insegnato, è che spesso i conflitti iniziano come “operazioni limitate” e poi sfuggono di mano. Il Mar Rosso, una delle rotte commerciali più importanti al mondo, rischia di diventare l’ennesimo teatro di guerra in un Medio Oriente sempre più incendiario. E con gli Stati Uniti e l’Iran che si osservano a distanza ravvicinata, ogni mossa potrebbe essere la scintilla per qualcosa di ancora più grande e difficile da contenere.
Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine





