Il potere del Made in Italy fa centro ancora una volta: a conquistare le campagne toscane questa volta è Yves Saint Laurent. Una delle maison di Keiring ha ridato vita a uno stabile dismesso di Scandicci, restituendo un vero e proprio laboratorio di pelletteria.
Yves Saint Laurent a Scandicci: il progetto

E non è molto distante dalle manifatture di Gucci, Prada, Montblanc e Dior, che ha inaugurato l’Atelier maroquinerie Saint Laurent. Si tratta di ben 28mila metri quadrati dedicati allo sviluppo prodotto, modelleria, prototipia, ricerca materiali e ricerca tecnica, taglio, produzione e magazzino per borse, valigie e piccola pelletteria. In uno stabile che era una vecchia sede dell’Agenzia delle Entrate.
L’investimento di Cdp ammonta a 30 milioni di euro. Ysl lo ha preso in affitto (per due milioni di euro all’anno) per 15 anni allungabili fino a 27, con opzione d’acquisto. Vi lavorano 500 persone (età media 37 anni, per il 53% donne), di cui 200 assunte negli ultimi due anni (le altre si sono trasferite dalla “vecchia” manifattura sempre a Scandicci), mentre altri 200 addetti saranno arruolati entro il 2025, come ha spiegato Francesca Bellettini, presidente e ceo di Ysl e responsabile per il brand development dell’intero Gruppo Kering.
Saint Laurent considera la struttura un «centro di eccellenza», per il saper fare di alto livello che qui è concentrato. E non solo: si tratta anche di un «centro di competenza» perché ospiterà anche una scuola aziendale per formare artigiani e tecnici. Un canale strategico per le necessità occupazionali dei prossimi anni, che permetterà assunzioni e ricircolo economico in tutto il territorio.
Marianna Soru
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