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Zachary Levi, ‘Thor: The Dark World’ e gli screen time: “Ne avevano promessi di più”

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Presente nell’universo Marvel CinematiUniverse, ma anche in quello della DC. Zachary Levi è uno dei pochi attori che ha saggiato entrambi i leviatani lavorando in “Thor: The Dark World” e diventando il protagonista di “Shazam“, film della casa rivale che ha portato sul grande schermo i supereroi partoriti dalla mente geniale di Stan Lee. Durante una delle ultime interviste, l’attore ha dichiarato di essere stato deluso dai pochi screen time a lui dedicati nel film che narra le gesta del Dio norreno del tuono.

Zachary Levi, le dichiarazioni dell’attore

Ecco le dichiarazioni dell’attore:

Recitare in Thor è stato un sogno che diveniva realtà. Sono cresciuto divorando i fumetti Marvel, ed ero sicuramente Team Marvel come lettore di fumetti. Quindi è stato davvero figo. E sono davvero grato di essere stato parte di quel mondo. Non il più lineare dei lavori? Particolarmente perché è successo, ma poi non stava succedendo. Perché ero stato scelto [per interpretare Fandral] nel primo film, ma stavo girando Chuck, e non me l’hanno fatto fare. Poi hanno preso Josh Dallas, che però quando arrivò il secondo film stava girando Once Upon A Time, e quindi non gliel’hanno fatto fare. E allora Marvel all’improvviso se ne è uscita ‘Oooh Zach, ti ricordi di noi? Vuoi interpretarlo questo ruolo?“.

Dubbi sugli screen time dei Warrior Three:

Ad essere sinceri, avevo visto il primo film, e non mi era sembrato che i Warrior Three fossero stati usati così bene, quindi chiesi ‘Ma li userete davvero questa volta?’ e loro mi risposero ‘Oh no, li useremo un sacco i Warrior Three in Thor. The Dark World. Avranno parecchio da fare, sarai decisamente impegnato’. Così mi sono detto ‘Ok, facciamolo‘. Ho avuto l’opportunità di essere parte del MCU ed è stato divertente interpretare questo personaggio così interessante e divertente. E che Kenneth Branagh abbia creduto in me tanto da scegliermi per la parte è stato davvero forte. Ma non ho avuto molto da fare, in generale. Non nel secondo, e non nel terzo. In Ragnarok sapevo che sarei morto, ma non sapevo che sarei morto senza proferire parola. Persino le poche parole che pronunciavo poi sono state eliminate. Ma alla fine mi sono detto ‘Ok, mi farò un viaggetto in Australia e potrò incontrare Taika Waititi e lavorare con lui per un paio di settimane, quindi ne è valsa la pena’. Perché già allora sapevo che quell’uomo era un genio. E poi, anche se non fossi morto in quel frangente, probabilmente sarei rimasto vittima dello snap di Thanos, quindi chi voglio prendere in giro?

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Credit foto: Facebook

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