Cinema

Sergio Zavoli e il suo amico Fellini

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Il mondo del giornalismo tende una mano a quello del cinema e, questa volta, per non lasciarla più. Ieri è scomparso a Roma, all’età di 96 anni, un giornalista ma molto di più. Il padre del giornalismo italiano, Sergio Zavoli. Federico Fellini, riminese come lui, che lo era d’adozione, chiamava il suo amico Sergio Zavoli tutti i giorni. Alle 7.30, di primo mattino.

Si raccontavano le cose più varie, compreso i sogni dello stesso Zavoli. Proprio come Fellini amava ascoltarli. Perché erano, per lui, pane quotidiano, da cui trarne immaginazione, ironia, e la fantasia più indiscussa. Il tutto serviva da base per i suoi lavori. E l’amico giornalista era fonte d’ispirazione costante, sognava addirittura a colori. Tra parenti e gente attorno che ricordavano, invece, i loro sogni in bianco e nero. Così le notti variopinte di un giovane Zavoli, furono affidate e sottoposte al giudizio di un medico.

Zavoli e Fellini, 1957 - Foto web
Zavoli e Fellini, 1957 – Foto web

Fellini e Zavoli, un’amicizia lunga una vita

Così il futuro radiocronista, direttore di telegiornale, presidente Rai, scrittore e narratore tra i più raffinati, e, non ultimo, sensibile poeta, attraeva quel genio di Fellini. Che pensava al mistero della vita, imperscrutabile e nascosto, da catturare nei sogni.

“Fellini ha messo insieme l’Italia

Disse Zavoli. Porgendo al cinema l’importante scettro della comunicazione, della cultura a portata di schermo, e del sapere, fardello pesante ma in volo sulle ali dell’obiettivo. Ancora un caffè al Grand Hotel di Rimini, ancora una telefonata da chi si sveglia per primo. Chissà, ancora come ieri. Perché un intellettuale ed un regista, si sono presentati al mondo e fatti amare. Tra pellicole e pagine scritte, una eterna amicizia da raccontare al mondo.

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