L’impresa statunitense Meta ha presentato il suo primo grande modello di IA: Muse Spark, il risultato di un ciclo intensivo di sviluppo durato nove mesi. Il progetto ha incluso investimenti per 14,3 miliardi di dollari e una campagna di assunzioni ai vertici. Tutto per poter competere con OpenAI e Google, rafforzando così la propria presenza in un mercato estremamente competitivo.

Meta rafforza la propria presenza in un mercato competitivo con Muse Spark

L’azienda, fondata da Mark Zuckerberg, ha investito a giugno dell’anno scorso 14,3 miliardi di dollari nella società Scale AI. L’imprenditore ha poi assunto il suo amministratore delegato e cofondatore Alexandr Wang. Zuckerberg ha affidato a quest’ultimo la guida dei Meta Superintelligence Labs, laboratori nati per eliminare i confini tra i vari reparti che prima lavoravano in modo isolato. E, come accennato poco prima, Zuckerberg ha attuato una sostanziosa campagna di assunzione. Il suo obiettivo era di reclutare dirigenti che occupavano posizioni di comando presso i suoi rivali (come OpenAI o Anthropic). In un post Meta ha ribadito: «Negli ultimi nove mesi i Meta Superintelligence Labs hanno ricostruito da zero la nostra infrastruttura di IA, procedendo più rapidamente di qualsiasi altro ciclo di sviluppo che abbiamo mai avuto».

Nel medesimo post Meta ha spiegato che il loro primo modello è stato progettato «per essere piccolo e veloce, ma comunque in grado di affrontare domande complesse». Muse Spark, pur ponendosi come una buona base di partenza, rimane solo l’inizio. Tant’è che «la prossima generazione è già in fase di sviluppo». Indubbiamente, rispetto al modello Llama 4 lanciato ad aprile 2025, Muse Spark rappresenta un notevole passo avanti. «Per migliorare le capacità di Muse Spark nel ragionamento in ambito sanitario, abbiamo collaborato con oltre 1.000 medici per selezionare dati di addestramento che consentano risposte più accurate e complete», spiega l’azienda. E, in aggiunta, il nuovo modello alimenterà l’assistente digitale dell’azienda, sia nell’app che sul sito Meta AI.

Un progetto in rampa di lancio

Secondo quanto spiegato dall’azienda, verrà inserita gradualmente anche una modalità di riflessione volta a occuparsi di compiti più complessi. Il tutto sarà possibile attraverso l’impiego di versi agenti di IA necessari per «ragionare in parallelo». Questo consentirà di «competere con le modalità di ragionamento estremo dei modelli d’avanguardia come Gemini Deep Think e GPT Pro». L’obiettivo, oltre rafforzare la propria posizione sul mercato, è di creare dei modelli di IA che «non si limitano a rispondere alle domande, ma agiscono come agenti che fanno cose al posto vostro». Si distinguono così dai chatbot di IA in cui la principale funzione è di trainare conversazioni con le persone. Attualmente il modello di Meta non è scaricabile, ciò significa che la tecnologia non è open source ed è disponibile solo negli Stati Uniti.

Stefania Cirillo