Musica

50 Cent, l’abilità di trasformare un passato gangsta in fama mondiale

50 Cent, nome d’arte di Curtis James Jackson III, è una delle personalità più enigmatiche del mondo hip hop. Porta su di sé il peso di un passato tormentato che, non con pochi sforzi, è mutato in successo incontenibile. L’artista stesso, infatti, si considera un survivor. Dopo l’infanzia senza genitori nel Queens, quartiere multietnico di New York, la sua adolescenza si è sviluppata attorno a droga, spaccio e sparatorie. Letteralmente cresciuto per strada, il diciannovenne Curtis venne arrestato per spaccio: fu in quel momento che abbandonò la criminalità per avvicinarsi all’hip hop.

Nel 1996 incontrò Jam Master Jay, dj dei Run DMC, che gli chiese di rappare su un nastro casuale; impressionato dalle capacità innate di 50 Cent, Jay gli propose un contratto con la sua etichetta. In quel periodo fu proprio il produttore a formare il neo-rapper, insegnandogli i segreti del gangsta-rap. Tuttavia Curtis annullò la collaborazione e firmò un contratto con la Track-master, un team di produzione Sony/Columbia Records, con la quale lavorò al suo primo album Power of the Dollar.

50 Cent - Photo Credits: web
50 Cent – Photo Credits: web

Il primo album, però, non fu mai pubblicato. Nel maggio del 2000, il rapper fu vittima di un’aggressione a mano armata nel suo quartiere. Nove proiettili lo colpirono: fra questi, uno gli perforò la lingua causandogli un lieve difetto verbale che tutt’oggi è presente nella sua rappata. La causa della sparatoria ha a che fare con il testo del primo singolo How To Rob: Curtis immagina di essere un delinquente che deruba tutti i migliori cantanti della scena americana come Jay-Z, Will Smith, Timbaland o Missy Elliott. L’etichetta annullò la vendita del disco e 50 Cent veniva rifiutato da ogni studio di registrazione statunitense.

Il primo album e la diffusione del gansta-rap

Il rapper non si diede per vinto. Assieme ad alcuni amici creò la sua etichetta discografica, la G-Unit, con la quale ritornò a incidere mixtape e a diffonderli in giro per i quartieri di New York. Questa strategia attirò l’attenzione di due grandi artisti e produttori: firmò un contratto con la Aftermath Record di Dr. Dre e la Shady Records di Eminem. Così, nel 2003 uscì il suo album d’esordio ufficiale, Get Rich or Die Tryin’. Il successo venne raggiunto con il singolo In Da Club, in rotazione continua in radio e televisioni di tutto il mondo.

Nel giro di qualche anno 50 Cent divenne la voce ufficiale del gangsta-rap e il suo successo sembrava non volersi arrestare. Nel 2005 pubblicò il suo secondo album ufficiale, The Massacre, nonché il più famoso. Candy Shop divenne hit internazionale e, assieme a Just a Lil Bit, è ancora uno dei pezzi più ballati nei club. Due anni dopo, nel 2007, uscì Curtis, album in cui il rapper ripercorse le difficoltà incontrate prima dell’uscita del suo primo album. Oltre all’ottimo successo musicale, l’album ricevette diversi riconoscimenti positivi da parte della critica.

50 Cent non è solo musica

Con il passare degli anni e con l’aumentare del successo, il rapper del Queens divenne un vero e proprio Re della scena hip hop. Nella sua storia, così come nella sua musica, si rintraccia facilmente il desiderio costante di reinventarsi. L’etichetta creata con i suoi amici qualche tempo prima arrivò a occuparsi anche di film, abbigliamento e distribuzione.

Infatti, nel 2003 50 Cent creò una linea personalizzata di vestiti hip hop, la G-Unit Clothing Company. Nel 2005 apparì anche nel film semi-autobiografico sul suo passato tormentato, intitolato proprio Get Rich or Die Tryin’. Infine, il rapper è anche il protagonista del videogame 50 Cent: Bulletproof, intento a sconfiggere una gang di pericolosi trafficanti nel cuore di New York. Con tutto ciò è immediato comprendere che 50 Cent ha conquistato a denti stretti la sua fama mondiale, confermandosi uno dei rapper più open-minded di sempre.

Cristina Del Vecchio

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