L’anello di fuoco è arrivato a cingere diversi quartieri della città di Gaza, dove l’Idf ritiene che Hamas mantenga la leadership e le restanti milizie e gli ostaggi. Sono stati almeno 56 i morti segnalati a Gaza dall’alba di sabato, 71 in totale, secondo al Jazeera. Secondo i media locali, è stata presa di mira la casa del direttore dello Shifa Hospital: suo fratello e i suoi tre figli sono stati uccisi. L’Unicef ha denunciato che “individui armati” hanno rubato alimenti terapeutici per bambini che erano in quattro camion fuori dal compound del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia a Gaza City.
All’ospedale al-Shifa, il più grande della Striscia e uno dei pochi ancora operativi nei territori, il direttore Mohammed Abu Salmiya, come già scritto, era in servizio al pronto soccorso quando ha visto arrivare i corpi di suo fratello e della cognata.
Gaza city nel frattempo è svuotata per metà dei residenti, ma nonostante gli appelli ad andarsene molte famiglie si rifiutano o non possono partire. Il viaggio è costoso per alcuni, mentre altri non sanno dove andare. Tra l’altro l’Egitto non è intenzionato ad accogliere un esodo di palestinesi, infatti ha raddoppiato la presenza di militari al confine. Benjamin Netanyahu ha chiesto all’Amministrazione Trump di fare pressioni sull’Egitto affinché venga ridimensionato il recente rafforzamento militare nel Sinai. E’ quanto scrive Axios che cita un funzionario Usa e due funzionari israeliani, evidenziando come per gli israeliani le mosse dell’Egitto siano motivo di ulteriori tensioni tra i due Paesi mentre proseguono le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
Secondo una fonte israeliana, Israele ha deciso di chiedere l’intervento dell’Amministrazione Trump dopo aver constato l’assenza di progressi in colloqui diretti con gli interlocutori egiziani.
“Quello che gli egiziani stanno facendo nel Sinai è molto grave e siamo molto preoccupati”, ha detto l’altra fonte israeliana.
Durante l’incontro di lunedì a Gerusalemme, ricostruisce Axios, Netanyahu ha presentato al segretario di Stato Usa Marco Rubio un elenco di attività nel Sinai bollate come violazioni da parte dell’Egitto dell’accordo di pace del 1979 con Israele. Secondo i due funzionari israeliani, l’Egitto ha creato infrastrutture militari, alcune delle quali potrebbero essere usate per scopi offensivi, in aree in cui sono ammesse dal trattato solo armi leggere.
Nel frattempo le condizioni di chi resta restano catastrofiche, non solo per colpa delle bombe: l’Unicef ha denunciato che uomini armati hanno rubato alimenti terapeutici per bambini in quattro camion fuori dal suo compound.





