Ambiente

60 anni di “Primavera silenziosa”

Nel 1962 veniva pubblicata la prima edizione di “Primavera silenziosa”, scritto dalla biologa e zoologa americana Rachel Carson. Con questo testo denuncia gli effetti devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana dell’uso di fertilizzanti sintetici, antiparassitari e insetticidi chimici. È riuscita ad avere un impatto tale da scuotere l’opinione pubblica, segnando l’inizio del movimento ambientalista moderno. Oggi ricordiamo la scienziata ma soprattutto le sue parole che, nel clima dell’emergenza ambientale in atto, risultano più che mai attuali.

Primavera silenziosa – Photo Credits AbeBooks

Mai più una primavera silenziosa

Primavera silenziosa” è un testo che si apre con la scomparsa del canto degli uccelli, con la sparizione delle rondini. Ed è proprio questo a far capire alla Carson che qualcosa non va, dando inizio alla sua ricerca. Qual è la causa di tutto questo silenzio? La scienziata americana trova una risposta nei fitofarmaci utilizzati in agricoltura.

È stata una delle poche persone a denunciare la pericolosità di questi insetticidi e diserbanti, e lo ha fatto in un modo tale da riuscire ad avere un forte impatto sull’opinione pubblica. Per questo motivo, Rachel Carson fu vittima di una campagna di denigrazione senza precedenti da parte dell’industria agroalimentare e dalle multinazionali della chimica.

La battaglia contro il DDT

Tra gli insetticidi citati nel suo testo, spicca il DDT, il cui utilizzo fu vietato in America 10 anni dopo la pubblicazione del libro. Utilizzato come potente insetticida in agricoltura, ha avuto effetti devastanti anche sugli uccelli, danneggiandone organi riproduttori e assottigliando il guscio delle uova. Ma non solo: si dimostrò estremamente tossico e cancerogeno per le persone.

Il DDT fa infatti parte del gruppo degli idrocarburi clorurati, che tendo ad accumularsi nel suolo e nelle acque, possono essere assorbiti nei vegetali ed essere ingeriti dall’essere umano attraverso la catena alimentare. Si dedicherà particolare attenzione a due caratteristiche di questo insetticida: il bioaccumulo e la biomagnificazione. Con il primo termine viene indicata la sua capacità di concentrarsi, in un organismo, in percentuali più elevate rispetto alla tolleranza naturale. Con biomagnificazione, invece, si intende l’aumento della capacità di deposito ad ogni passaggio nella catena alimentare. Dobbiamo quindi ringraziare Rachel Carson se oggi evitiamo di ingerire sostanze velenose per il nostro corpo.

Martina Cordella

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