Sequestrata la nave Iuventa, della ong Jugend Rettet

La ong tedesca Jugend Rettet è sotto inchiesta a Trapani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La loro nave, il peschereccio Iuventa, è stato sequestrato.

Al momento la Iuventa è alla fonda nel porto di Lampedusa, sotto sequestro. La richiesta della procura di Trapani è stata infatti accolta dal Gip, che con un decreto di 147 pagine ha convalidato il provvedimento di sequestro preventivo dell’imbarcazione. Il sequestro preventivo, secondo la procura, è una misura necessaria per evitare che il reato contestato possa essere ripetuto.

L’inchiesta è partita dalle denunce di Save the Children, altra ong impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Gli operatori di Save the Children hanno dichiarato ai magistrati che la Iuventa si avvicinava più di tutti alle acque libiche, spesso ad appena 13 miglia dalla costa. 

Secondo l’indagine, che si è avvalsa di agenti imbarcati sulla nave di Save the Children e intercettazioni telefoniche e ambientali, l’equipaggio della Iuventa avrebbe avuto dei contatti diretti con i trafficanti di esseri umani libici in almeno tre occasioni: il 10 settembre 2016, il 18 giugno e il 26 giugno 2017. Tuttavia, occorre specificare che come prova di questi contatti diretti tra trafficanti ed equipaggio vi siano (per ora) solo alcune foto, mentre non vi sono (o non sono state diffuse) intercettazioni di telefonate o altri contatti tra trafficanti e personale della Iuventa.

Queste foto mostrano come, durante un intervento di salvataggio di un gommone, la Iuventa abbia preso a bordo i migranti e abbia restituito agli scafisti il gommone utilizzato, anziché affondarlo come vuole la prassi (per evitare, appunto, che venga riutilizzato).  Date anche le condizioni del mare, calmo in quella circostanza, la procura ha contestato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, poiché non vi sarebbero state le condizioni di un pericolo imminente per la vita dei migranti. Come se un gommone progettato per portare 30-40 persone e che ne ha a bordo invece 140 non fosse già in pericolo per definizione appena lasciata la terraferma.

Il procuratore di Trapani Cartosio ha spiegato come sostenere che vi sia un piano coordinato tra ong e trafficanti per favorire l’immigrazione clandestina sia pura fantascienza senza alcun riscontro. Così come, a quanto dichiarato dallo stesso Cartosio, non sembra che vi siano stati trasferimenti di denaro sospetti verso la ong, né alcuna accusa è stata mossa ai vertici della Jugend Rettet. Secondo quanto ipotizzato, la motivazione dietro questi comportamenti scorretti sarebbe il ritorno d’immagine ottenuto dalla ong, che avrebbe permesso di ottenere maggiori donazioni per finanziare il salvataggio dei migranti.

Questi i fatti al momento. Difficile prevedere come si evolverà la situazione, mentre siamo sicuri che le illazioni e le urla scomposte dell’arco politico italiano saranno udibili a migliaia di km dai luoghi e dalla realtà dei fatti.

Lorenzo Spizzirri

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