Un ultimo saluto a Stephen Hawking

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Di Redazione Metropolitan

Che cos’è il genio? Il genio è probabilmente follia; è la capacità di arrivare a destinazione, laddove nessun altro è stato in grado di trovare nemmeno il punto di partenza. Il genio è colui che infrange le leggi di Dio; è colui dal quale l’umanità impara ciò che lui stesso non ha imparato da nessuno; il genio è una meteora infuocata, destinata a bruciare in maniera divampante per illuminare il cammino di tutti gli altri. Il genio è un equilibrista che danza spensierato sul bordo dell’impossibile, parafrasando lo scrittore statunitense Norman Mailer. Quando si parla di Stephen Hawking non sarebbe sbagliato immaginarlo così. Certo, sembra derisorio, se non addirittura perfido, associarlo alla danza o comunque al movimento in generale, ma non esiste metafora più efficace per definire ciò che è stato.

Stephen Hawking (fonte: dal web)

Il 1963 è l’anno in cui gli fu diagnosticata la malattia e solo due anni di sopravvivenza da quel momento. Aveva 21 anni. «Ogni cosa è cambiata: quando hai di fronte l’eventualità di una morte precoce, realizzi tutte le cose che vorresti fare e che la vita deve essere vissuta a pieno». Niente di più semplice, niente di più profondo. E il buon Stephen, in effetti, è stato uno dei pochi in questo marcio mondo ad aver vissuto davvero appieno la vita. Fermi tutti. Uno come Stephen Hawking che vive appieno la vita? Come è possibile? Una frase, a prima vista, totalmente irrazionale e priva di logica. Eppure è così. Mettiamo per un attimo da parte tutti i suoi studi, le sue teorie, i suoi preziosi contributi alla fisica, all’astrofisica, alla cosmologia e a tutte le altre discipline altisonanti che metà di voi, me compreso, neanche sanno di che cosa trattino. Mettiamo per un attimo da parte tutti i suoi riconoscimenti, i premi, le medaglie e le onorificenze collezionate nel corso di 53 anni di duro lavoro, in cui nemmeno una malattia terribile è riuscita a bloccarlo. Per non parlare dei due matrimoni avuti, i tre figli (vecchio mandrillo!) e magari anche una Ford Focus Family Car parcheggiata nel garage! Ma l’eccelso scienziato britannico non è stato solo queste cose, che di per sé lo renderebbero già incredibilmente straordinario.

Stephen Hawking e Obama (fonte: dal web)

Quanti altri ‘cervelloni’ possono vantare nel proprio curriculum una doppia collaborazione coi Pink Floyd, prima nel 1994 per il brano “Keep Talking”, poi nel 2014 per “Talkin’ Hawkin’ “; quanti altri ‘intelligentoni’ possono dire di essere personalmente apparsi in un episodio della sesta stagione di “Star Trek: The Next Generation”, in più episodi della serie televisiva “The Big Bang Theory”, e di essere diventati a tutti gli effetti un personaggio simbolo ne “I Simpson”,”I Griffin” e in “Futurama”? Ok, non avrà mai vinto il Nobel, ma ritrovarsi accanto ad Homer Simpson e Sheldon Cooper deve essere stata un’esperienza sicuramente più entusiasmante!

Stephen Hawking e Sheldon Cooper (fonte: dal web)

Nel 2014 è anche uscito il film, a lui dedicato e candidato all’Oscar, “La teoria del tutto”, che ripercorre in maniera davvero emozionante tutte le tappe più importanti della sua strabiliante carriera e della sua meravigliosa vita personale. Un capolavoro cinematografico che non solo ha consentito ad Eddie Redmayne di guadagnarsi l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua magnifica interpretazione nei panni di Hawking, ma che probabilmente ha instillato, nei fortunati che lo avessero visto, una maggiore ammirazione per l’uomo che fu.

Eddie Redmayne in una scena del film “La teoria del tutto” (fonte: dal web)

Ieri, 14 marzo 2018, all’età di 76 anni, il genio si è spento per sempre. E forse nemmeno la data della sua morte è stata un fortuito caso del destino: infatti, oltre ad essere la giornata del Pi-Greco (3,14), il 14 marzo del 1879 nasceva un certo signor Albert Einstein. Dopotutto, a pensarci bene, una persona venuta alla luce l’8 gennaio del 1942, trecento anni esatti dalla morte di Galileo Galilei (8 gennaio 1642), non poteva certamente esalare l’ultimo respiro in una qualsiasi data convenzionale.

Stephen Hawking, Albert Einstein e Galileo Galilei (fonte: dal web)

Una personalità eccezionale con una lodevole forza d’animo, che è stata in grado, nonostante le gravi difficoltà e gli atroci impedimenti fisici, di segnare intere generazioni e di sedere, a pieni meriti, al banchetto dei più sapienti. Diabolica la Natura: creare una mente così perfetta in un corpo tanto fragile, che ne diventò la sua eterna prigione. “O Natura, o Natura…” qualcuno scrisse anni addietro in maniera decisamente accusatoria… ma qui mi fermo.

«Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi. Cercate di dare un senso a quello che vedete e immaginate cosa può far andare avanti l’Universo. Siate curiosi. Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare e in cui si può riuscire».

Ci proveremo Stephen, ci proveremo. Buon Viaggio.

Tartaglione Marco