Era all’ottavo mese di gravidanza quando è stato diagnosticato a Natalia Paragoni un linfoma di Hodgkin — un tumore del sistema linfatico. Dopo aver dato alla luce la piccola Beatrice, ha iniziato il percorso di chemioterapia. La notizia la rivela lei stessa in un post pubblicato su Instagram, con una foto dal letto d’ospedale e parole che non cercano filtri: «Avevo bisogno di tempo prima di raccontarlo, ma oggi sento di volerlo condividere con voi con sincerità».
«Ero incinta all’ottavo mese, dentro di me cresceva la piccola Beatrice e io avrei dovuto pensare solo alla sua nascita», scrive Paragoni. «Invece, una notizia inaspettata ha trasformato quel periodo di attesa e felicità in un tempo di paura, domande e incertezza». Dopo il parto è arrivata la chemioterapia, e con essa un mese fatto di silenzi pesanti: «Ho provato dolore, paura e ho pianto tantissimo, quando invece avrei dovuto solo gioire». Accanto a lei, in questi giorni, non è mancato nessuno — il compagno Andrea, i genitori, gli amici più cari. «Non sono mai stata sola, e vi assicuro che non è una cosa scontata».
Al suo pubblico, Paragoni dice di essere pronta a questo nuovo viaggio, anche se: “Non so ancora cosa mi aspetta”, scrive. E aggiunge: “Ma so che ce la devo fare e ce la farò – dice -. Per le mie bimbe. Per le persone che amo. Ma soprattutto per me”. Inoltre, spiega il motivo del suo silenzio nelle ultime settimane: “Avevo bisogno di tempo prima di raccontarlo, ma oggi sento di volerlo condividere con voi con sincerità. Un passo alla volta”.
A distanza di pochi minuti dal post di Natalia, anche Zelletta ha pubblicato una foto insieme a lei scattata in ospedale. «In questo ultimo periodo ho visto la donna che amo affrontare qualcosa di enorme», scrive. «L’ho vista avere paura, piangere, sentirsi fragile… ma non smettere mai di essere una mamma straordinaria, una compagna incredibile e la persona più forte che io conosca». E poi, direttamente a lei: «Non importa quanto sarà lunga o difficile questa strada, la affronteremo insieme. Passo dopo passo. E torneranno giorni leggeri. Ne sono sicuro».
Il linfoma di Hodgkin è un tumore maligno che origina nelle cellule del sistema linfatico, la rete di vasi e linfonodi che fa parte del sistema immunitario. Il sintomo più caratteristico è il gonfiore di un linfonodo — tipicamente al collo, sotto le ascelle o all’inguine — spesso indolore.
È considerato un tumore aggressivo nella sua capacità di diffondersi, ma è associato a una buona prognosi grazie alla risposta ai trattamenti disponibili: la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari a circa l’85% dei pazienti. La chemioterapia rappresenta il pilastro del trattamento, con l’obiettivo della guarigione definitiva.





