Trump ha firmato l’accordo con l’Iran, in diretta durante una cena di lavoro alla reggia di Versailles, durante il G7 in corso in Francia, e in seguito l’Iran ha confermato che una copia è stata firmata anche dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Tecnicamente è un memorandum of understanding, cioè un pre-accordo, molto favorevole all’Iran e praticamente un disastro per Trump. Entrambi i paesi hanno confermato di aver poi firmato elettronicamente e che l’accordo è entrato in vigore. Shehbaz Sharif, il primo ministro del Pakistan, paese mediatore, ha detto che la cerimonia con la firma ufficiale è in programma per venerdì in Svizzera.
Una bozza del testo, sostanzialmente aderente a quello diffuso dalla Casa Bianca, era stata pubblicata mercoledì da e dalla tv saudita . I suoi punti principali confermano tutte le dichiarazioni e le indiscrezioni degli scorsi giorni.
Il primo dei 14 punti dell’accordo prevede l’interruzione dei combattimenti su tutti i fronti «compreso il Libano», dove Israele sta combattendo contro Hezbollah, il gruppo armato alleato dell’Iran. Questa è già una prima vittoria per il regime, che ha sempre condizionato un accordo di pace con gli Stati Uniti alla situazione in Libano. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha già detto però che non intende interrompere le operazioni militari in Libano, e non è chiaro come evolverà la situazione. Il memorandum prevede che «sulla base di tempistiche decise dall’accordo finale», gli Stati Uniti acconsentano a ritirare tutte le sanzioni imposte nel corso dei decenni contro l’Iran.
L’Iran vorrebbe dei risarcimenti dagli Stati Uniti
L’accordo non prevede esplicitamente risarcimenti, ma la creazione da parte degli Stati Uniti e dei paesi arabi del golfo Persico di un «fondo di ricostruzione e sviluppo» dal valore di «almeno 300 miliardi di dollari» a favore dell’Iran. Di fatto il regime non riceverà risarcimenti di guerra ma qualcosa che gli assomiglia moltissimo.
Trump ha detto più volte che gli Stati Uniti non pagheranno direttamente i 300 miliardi di dollari, e bisognerà capire cosa uscirà dai negoziati dei prossimi mesi: i soldi potrebbero arrivare sotto forma di prestiti, garanzie, progetti infrastrutturali, forse anche da parte di privati. Dopo la diffusione del testo dell’accordo ha anche specificato che l’erogazione di questi fondi dipenderà dal rispetto dei termini del memorandum da parte dell’Iran.





