Beatrice Arnera avrebbe presentato un esposto in Procura dopo aver ricevuto insulti, minacce e messaggi d’odio sui social. I primi messaggi d’odio sarebbero comparsi nell’autunno del 2025, quando è diventata pubblica la fine della relazione tra Beatrice Arnera e Andrea Pisani. Nello stesso periodo aveva iniziato a circolare anche la notizia dell’avvicinamento dell’attrice a Raoul Bova, reduce dalla lunga relazione con Rocío Muñoz Morales.
Secondo quanto riportato da Open, tra i messaggi arrivati sui profili Instagram e Facebook dell’attrice ci sarebbero frasi pesanti come “Ucciditi”, “Sei una pessima madre” e “Fai schifo traditrice”.
Sulla base dell’esposto depositato da Beatrice Arnera, la Procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il procedimento riguarderebbero le ipotesi di stalking, minacce e diffamazione. Gli accertamenti sarebbero stati delegati alla polizia postale, che dovrà ricostruire la provenienza dei messaggi e identificare le persone che si celano dietro i profili social e i nickname utilizzati per inviare gli insulti.
Il lavoro degli investigatori sarebbe in una fase avanzata e potrebbero arrivare a breve le prime iscrizioni nel registro degli indagati.
Beatrice Arnera aveva già reso pubblica la situazione
All’inizio del 2026 Beatrice Arnera aveva reso pubblico cosa stava subendo con una serie di storie Instagram.
“Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nel 2026. Sono mesi che vivo questa condizione. Precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del Basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze”, le sue parole sui social.
Poi aveva aggiunto: “Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner. Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera”.
Infine aveva scelto di augurare un anno pieno di libertà “perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro”.





